mercoledì 23 maggio 2012

LA FUTURA ECONOMIA MODERNA: UNA ECONOMIA ECOSOSTENIBILE

Anche se l’economia ricomincia a crescere, si deve basare su altri fondamenti. Al centro dell’importanza di questa nuova economia deve essere posta la natura, l’ambiente, e l’uomo. Deve essere quindi una economia ecosostenibile. Impostata sulla correttezza dei comportamenti e sul rispetto dell’uomo e dell’ambiente.  La ancora attuale economia contemporanea, esasperata, basata sul guadagno ad ogni costo, soprattutto da parte delle grandi multinazionali, proiettata sul togliere i diritti ai lavoratori per raggiungere lo schiavismo e la competitività straniera mentre dovrebbero essere i mercati con troppe ore lavorative e pochi diritti a cambiare ed a lavorare di meno e con più qualità, una economia caratterizzata da speculazioni finanziarie e bancarie, dalla mentalità della finanza creativa capace di creare quei mostri dei prodotti derivati, ed una economia virtuale capace di gonfiarsi fino ad esplodere, dovrebbe tramontare per fare in modo che l’economia si evolva in una direzione più positiva, più umana e più civile. Ma fino a quando non ci sarà una coscienza collettiva delle conseguenze di una errata impostazione economica, che non considera dei valori che invece sono importanti e che non guarda al futuro con proiezione di benessere sociale, questo salto di mentalità e di civiltà non sarà possibile. L’unica ipotesi buona è che delle sopravvalutazioni e delle errate impostazioni di equilibri siano state fatte in buona fede, quindi c’è la speranza che ora si sia imparato. Ma bisognerebbe ammettere dei propri errori e rinunciare a degli interessi. Ma bisogna vedere con che ripercussioni. La fin dell’Europa? Ma perché, l’Europa non può evolversi e migliorare tutta assieme, proprio perché ci sono interessi nazionali ed europei da salvaguardare ed internazionali europei ed internazionali sui quali si potrebbe agire?
Angela Pensword 23/05/2012    


venerdì 18 maggio 2012

CRISI EUROPEA E NAZIONALE Riflessioni del 18/05/2012

Ho la sensazione che le riforme per migliorare la situazione si possano e si vogliano fare, ma che non ci sia più tempo. Forse solo a livello europeo si può ancora fare qualche cosa. Queste prossime due settimane saranno decisive. Per fine giugno l’ago della bilancia avrà preso una direzione. Se per metà giugno gli Stati nel loro interno avranno attuato le riforme necessarie a correggere comportamenti errati, e l’Europa sarà riuscita a modificare delle impostazioni ed a risolvere anche in modo straordinario un periodo di crisi eccezionale, allora l’Europa, ed anche il mondo, avrà un periodo di pace e riuscirà ad uscire serenamente dalla crisi. In caso contrario l’Europa continuerà ad avvitarsi su se stessa in una spirale che man mano le strapperà un pezzo fino a distruggerla. Non tutte le versioni di una realizzazione vengono bene al primo colpo. Ad esempio le versioni successive ad un modello di macchina apportano sempre dei miglioramenti o delle correzioni, soprattutto alla prima versione. E così sarà anche per l’Europa.
L’Europa ha un’importanza eccezionale. La sua esistenza crea un grande cuscino ed un grande polmone tra l’America e la Russia, e costituisce un punto di equilibrio all’interno delle varie forze del mondo e dei vari continenti. L’America è preoccupata della situazione europea di questi giorni, con la Grecia sull’orlo del default ed altri Stati che stanno per seguirla. Tale preoccupazione potrebbe contribuire a coinvolgere anche l’America all’interno dell’abbattimento del debito.
 Se l’Europa finisse si riformerebbero degli Stati slegati da accordi, e tali stati sarebbero ancora più in balia dell’economia esterna. Già noi Italia siamo una colonia cinese perché non siamo stati capaci di potenziare e di proteggere la nostra produzione. Solo poche aziende del made in italy si salvano. Ci sono regole, impostazioni e mentalità che dovranno cambiare all’interno del nostro Paese Italia, e ci sono regole, impostazioni, mentalità ed equilibri, che dovranno cambiare in ambito europeo.
La crisi ha evidenziato difetti e speculazioni del settore finanziario e bancario, e questo non solo a livello europeo ma anche internazionale. Basta pensare alla creazione da parte del settore bancario dei prodotti derivati. Essi sono un vero e proprio gioco d’azzardo. La mentalità economica esasperata (economia contemporanea) dovrà cambiare e trasformarsi in una economia più umana e più etica. Questo passaggio è fondamentale.
L’esasperazione economica è una causa della crisi, perché ha fatto usare male all’uomo dei mezzi finanziari che aveva a disposizione e gliene ha fatti creare altri sempre e solo con la finalità del lucro ad ogni costo passando sopra a valori e pericoli. Ma superare il limite del rispetto e dell’etica è un deficit umano e non economico. L’uomo è la causa e l’esasperazione economica ne è l’effetto.
Le idee per superare la crisi europea e per continuare a pensare europeo sono essenzialmente due dal punto di vista economico.
1)      Compensare reciprocamente i debiti ed i crediti a livello europeo. Ed anche con l’America per ciò che è possibile. Questo per tutti i Paesi europei, e non solo per la Grecia. Od anche decurtare il debito, sempre per tutti i Paesi europei, per un importo stabilito che consenta di riportarlo a termini più che accettabili.
2)      Annullare ogni tipo di contratto su derivati stipulato dalle banche con privati, aziende, ed enti pubblici. I prodotti derivati costituiscono la legalizzazione del gioco d’azzardo, che è vietato (dovrebbe). Viene da se che un contratto basato su di una cosa illegale è da considerarsi nullo. Questo per parare molti comuni ed enti pubblici che hanno stipulato tali contratti Meglio affossare le banche che affossare gli Stati.
Solo dopo avere fatto questo, che corrisponde a riparare in parte agli errori commessi, si può impostare la Banca Comunitaria Europea come la banca americana Federal Reserve, con un unico debito Europeo, continuando una gestione sana a livello nazionale ovviamente.
Una volta che si è riportato lo stato economico europeo ad un livello accettabile e si sarà superata la crisi bisognerà fare tesoro della esperienza avuta causata da malsani comportamenti dell’uomo, ed impostare la vita, la società, la politica e l’Europa su una economia e su comportamenti migliori.
Angela Pensword   18/05/2012
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PERICOLO TERRORISMO

La Cancellieri ha ragione. Il rischio escalation attentati è molto alto. L’opinione pubblica è esausta dai sacrifici richiesti (non ugualmente distribuiti anche a carico della classe politica). La pressione fiscale ha raggiunto una soglia da sarcasmo, i suicidi a causa dello zelo e dell’efficienza di Equitalia aumentano, il lavoro diminuisce sempre di più, parecchie piccole imprese ed imprenditori chiudono, quelle medie e grandi, tranne quelle patriottiche, sono migrate all’estero.
Non vi sono certamente giustificazioni per svolgere attentati di terrorismo. Ma per chi ha l’indole, l’impostazione al terrore per farsi ascoltare, la convinzione, o l’interesse a creare attività di disordine e di instabilità, la situazione di malcontento e di preoccupazione nella quale si trova oggi l’Italia è una occasione troppo ghiotta per non approfittarne. È per questo che la probabilità di un escalation di attentati criminali è effettiva, ed è per questo che è estremamente importante attuare velocemente quelle riforme e quelle iniziative che portino la società e l’opinione pubblica a guardare al futuro con positività.  
Ma analizziamo meglio il problema e dove si potrebbe agire per migliorare l’armonia sociale.
Sacrifici richiesti e politica. I partiti dovrebbero attuare subito quelle riforme che li riguardano, come il dimezzamento del sovvenzionamento pubblico ai partiti, la riduzione del numero dei parlamentari, la riduzione degli stipendi ai parlamentari, la riforma sulla gestione del pagamento dei loro staff, una precisa regolamentazione sulla stesura e sul controllo del bilancio dei partiti, e non per ultima la nuova legge elettorale. Ciò è fondamentale per una migliore gestione dei soldi pubblici, per arginare gli sprechi della politica, per migliorare il sistema politico, per recuperare risorse economiche, e per migliorare la fiducia della pubblica opinione verso la politica e verso il futuro. Alcune di queste riforme sono state richieste subito dal governo tecnico al Parlamento, ma tra gli studi che si susseguono sull’argomento e commissioni che gettano la spugna l’argomento è sempre stato posticipato. Il fatto che queste riforme non siano ancora state affrontare dalla classe politica crea un grande squilibrio, aumenta la distanza tra politici e popolazione, ed aumenta il malcontento sociale. Attuare tali riforme potrebbe certamente riequilibrare la bilancia della giustizia e migliorare l’umore sociale.  Tali riforme andrebbero formulate ed approvate entro la metà di giugno. Tra parentesi non si tratta di sacrifici per il sistema politico, ma di giuste correzioni. Se i partiti non attuano velocemente tali riforme sono indirettamente colpevoli dell’aumento della tensione sociale.
Pressione fiscale. La pressione fiscale è troppo alta. Aumentare ulteriormente l’iva o la pressione fiscale in generale sarebbe un errore. Anzi andrebbe diminuita. Come andrebbe diminuito il prezzo della benzina. La pressione fiscale è inversamente proporzionale alla crescita.
Equitalia e sistema bancario. Prima di tutto uno Stato deve essere puntuale nei suoi pagamenti prima di pretendere puntualità dei suoi crediti. Quindi il sistema di pagamento statale dovrà certamente essere riformato come impostazione futura. Nel frattempo si possono ammorbidire delle procedure di riscossione. Equitalia è troppo esigente nei pagamenti, soprattutto in una situazione di crisi economica, ed in un Paese nel quale lo Stato paga dopo mesi o dopo anni. Gli attentati ad  Equitalia possono essere non condivisi, ma talvolta per evidenziare una problematica ignorata diventano per qualcuno atti inevitabili. Il lavoro che manca, le imprese in difficoltà, le banche che non concedono credito, lo Stato che paga dopo mesi,  sono quattro problematiche collegate che asciugano il fluire economico del denaro. In questo periodo di crisi si sono scoperti dei grandi squilibri tra Stato, imprese o contribuenti, e banche. Infatti lo Stato pretende subito ma non paga, e molti imprenditori non hanno i soldi per pagare le tasse, sono a loro volta costretti a chiedere un prestito in banca con l’aggravio dei costi dell’interesse. Questo è un sistema non corretto anche in un momento di benessere economico, in quanto crea inutile prestito di denaro. Attualmente la concessione del prestito è ancora più difficile. Le banche potrebbero avere una funzione importante nello sviluppo della crescita. In un periodo di crisi non possono continuare a ragionare come un sistema scollegato dal Paese, che fa della crisi anche motivo di speculazione. Il sistema bancario dovrebbe elargire maggiore credito e tornare a svolgere la sua funzione principale.
Lavoro. Bisogna incentivare maggiormente il lavoro delle persone e la salute delle imprese. Maggiori sgravi fiscali per le aziende che assumono, saldare i debiti che lo Stato ha verso molte aziende che hanno lavorato per il sistema pubblico statale, e ridurre la pressione fiscale sul costo del singolo lavoratore in generale, anche dei vecchi lavoratori. In questo modo la busta paga avrà una suddivisione diversa, dove lo Stato prende di meno, ma la azienda ha un minore costo che può diventare in parte maggiore guadagno per l’azienda stessa ed in parte maggiore guadagno per il dipendente stesso in busta paga. Ciò stimolerebbe la crescita e l’economia. Certo i soldi che lo Stato non incassa dalla pressione fiscale sui lavoratori, che in parte sono rivolti alla futura pensione del lavoratore stesso, dovranno essere recuperati da altre parti, quindi da minori costi e sprechi dello Stato e da una migliore gestione dei soldi pubblici. Al riguardo vi è la spending review studiata dal Governo e la futura riforma della classe politica che i politici continuano ancora a rimandare. .
Angela Pensword  

giovedì 17 maggio 2012

POLITICA SOCIETA’ E FUTURO

Moltissimi italiani sono disgustati dalla politica, da come è stata gestita l’Italia da dopo il boom economico, dai politici, e dalla mentalità di fare politica. Se i partiti non dimostrano subito di cambiare, alle prossime elezioni politiche verranno spazzati via dall’astensionismo e dai voti di protesta. Ma per dimostrare di essere cambiati dovrebbero fare subito quelle riforme strutturali della politica che da troppo tempo rimandano, come la riduzione degli stipendi, la riduzione dei parlamentari, una seria e valida ristrutturazione delle spese parlamentari e della gestione degli staff, una drastica riduzione del sovvenzionamento pubblico, e la riforma elettorale.
Il risultato delle amministrative dovrebbe portare i partiti a velocizzare l’iter di tali riforme le quali sono fondamentali per riacquistare il consenso dell’elettorato e per migliorare l’umore sociale. Mettere in discussione il Governo Monti, o la capacità di dialogo all’interno dell’ABC, sarebbe un errore. Ciò che i partiti devono mettere in discussione è ciò che non è stato fatto politicamente prima del Governo Monti, nel vedere e nell’affrontare i problemi, nell’impostare strategie politiche ed economiche, e nel non proteggere l’economia e l’agricoltura italiana dall’invasione dei prodotti esteri.
Se i partiti imposteranno la prossima campagna elettorale senza avere prima fatto le riforme del sistema politico, senza proposte e programmi validi, e finalizzata solo contro Grillo, si scaveranno ulteriormente la fossa con le proprie mani. Oramai la coscienza cittadina è troppo forte per non usare la testa con indipendenza. Il fatto che l’elettorato non sia più gestibile ed indirizzabile è un qualcosa che spaventa i partiti classici, perché si trovano spiazzati. Ecco che quindi devono prendere delle iniziative per migliorare se stessi. Ed ecco che la crisi che ci ha colpito, economica, nazionale, internazionale, e politica, serve a migliorare la politica e quindi la società ed assume un valore positivo. 
Questo è un periodo difficile per la classe politica. Le persone oramai pretendono dei risultati e dei comportamenti nuovi, insieme ad una nuova mentalità. Siamo in un periodo di svolta epocale nel modo di fare politica. E di questo dobbiamo ringraziare proprio la grande crisi economica ed europea, che oltre a mettere in crisi l’economia, i posti di lavoro, e gli Stati, ha messo in crisi anche le nostre consuetudini e convinzioni, costringendoci a pensare, a giudicare, ed a pretendere. Se riusciamo a sopravvivere a tutto questo, ed a portare una mentalità migliore in ogni nostra forma di espressione, politica compresa, anche il mondo sarà migliore.
Angela Pensword 15/04/2012

martedì 15 maggio 2012

GRECIA VA A NUOVE ELEZIONI

Certo la notizia della Grecia non ci voleva. I mercati ne hanno subito risentito. Del resto, se avessero formato un governo e questo governo fosse cascato dopo un paio di mesi sarebbe stato altrettanto negativo. La Grecia si dovrebbe rendere conto dell’importanza di rimanere in Europa e dell’importanza dell’Europa stessa. E l’Europa nel suo insieme, e non solo relativamente alla Grecia, dovrebbe avere un atteggiamento più morbido riguardo il rigore ed il pareggio di bilancio, favorendo maggiormente la crescita. E soprattutto l’Europa, nel suo insieme, si dovrebbe rendere conto che è ora di fare delle modifiche a livello europeo.

GERMANIA: elezioni del Nord Reno Westffalia. CROLLO del CDU

Il fatto che in Germania il partito di maggioranza di Angela Merkel abbia perso consenso è una buona notizia. È capitato nelle elezioni del Nord Reno Westfalia del 12-13/05/2012 ma è indice di un orientamento che sta cambiando e di una scelta che non premia il partito CDU. Anche se il Cancelliere tedesco Angela Merkel, prendendo comunque atto del risultato, non modificherà sostanzialmente la sua politica del rigore, non potrà non considerare anche una linea più morbida. Questo fatto può riequilibrare la diversità di veduta tra gli Stati europei nell’impostazione rigore-crescita, soprattutto dopo il risultato della Francia, portando comunque un giovamento nelle future comunicazioni ed impostazioni europee.

Amministrative 2012: IL PD TIENE

Nelle amministrative di maggio 2012 il PD tiene meglio degli altri partiti. In effetti Bersani sta facendo un buon lavoro, con equilibrio e coerenza. Inoltre il PD è stato l’unico partito a proporre subito il dimezzamento del sovvenzionamento ai partiti. Bersani, insieme ad altri esponenti di altre forze politiche, con il suo comportamento sta dando stabilità al Paese. La sua apertura ai moderati di altri partiti, ancora non ascoltata, può risultare in futuro la carta vincente e rappresentare un polo di moderati spostato a sinistra nel quale in questo momento molti si potrebbero riconoscere. Ma questo è ancora un campo ipotetico.
Angela Pensword

Amministrative 2012: UN PLAUSO A GRILLO ED AI SUOI

Nelle amministrative 2012 il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo raggiunge una percentuale di consensi superiore alle aspettative. Conquista il primo seggio di sindaco direttamente al primo turno, e va ai ballottaggi in altri comuni. È il vento del cambiamento, l’aria di protesta, e la delusione verso la classe politica. Ma non è solo questo. Il Movimento 5 Stelle è molto di più. È un modo nuovo di fare politica e di coinvolgere le persone, che si basa sulla rete internet e che esprime le proposte delle persone. Grillo ha detto delle cose molto belle ed interessanti riguardo queste elezioni “Finalmente i cittadini si riappropriano delle istituzioni perché sono le istituzioni” ed ancora “i cittadini votano se stessi” che esprimono la diffusione e l’immagine del Movimento 5 Stelle. Non che i cittadini non siano stati rappresentati finora, per fortuna siamo un popolo che ha la possibilità di esprimersi attraverso il voto, ma la distanza che si è creata tra i problemi del semplice cittadino e la loro reale conoscenza da parte della casta politica è troppo grande. Il Movimento 5 Stelle è invece un movimento che parte dalla massa e che esprime la massa. Il movimento di Grillo viaggia e comunica via rete, si ritrova in piazza durante gli show politici di Grillo, e si incontra in gruppi locali per discutere sui problemi e sulle cose da fare. La persona comune conosce i problemi e propone soluzioni. La distanza tra persona comune ed istituzioni è annullata. È questo l’aspetto più interessante ed innovativo del Movimento 5 Stelle, che si esprime nelle due frasi di Grillo inizialmente riportate.
Beppe Grillo è veramente un grillo parlante, che all’orecchio delle persone e dei partiti, va a gridare ed a sussurrare, con sarcasmo ed ironia da showman, verità, idee, modi di pensare, speranze e condanne, che fanno riflettere. Forse in modo troppo caustico ma  originale. E tra le battute da showman si sentono anche idee interessanti. Il movimento 5 Stelle per molti rappresenta un’alternativa ai vecchi partiti i quali sono in questo momento mal visti.
La presenza di un movimento come quello di Beppe Grillo dovrebbe spingere maggiormente i partiti ad attuare quelle riforme e quei programmi che possano far riavvicinare le persone alla politica. Se i partiti attueranno la loro riforma non sarà certo solo per Grillo, ma la concorrenza aiuta, ed anche sotto questo aspetto il movimento di Beppe Grillo può avere un riflesso positivo per la politica e quindi per la società.
L’astensionismo e la protesta verso la gestione del sistema politico hanno amplificato il risultato del Movimento 5 Stelle. Le potenzialità elettorali del Movimento 5 Stelle sono comunque maggiori di quelle ottenute in queste elezioni amministrative.

Angela Pensword  14/05/2012

sabato 12 maggio 2012

AMMINISTRATIVE MAGGIO 2012

Le amministrative di maggio 2012 evidenziano un risultato politico particolare. Il Pdl ne esce distrutto, il PD tiene, la Lega Nord è devastata a causa degli innumerevoli scandali, il Terzo Polo ha un duro colpo anche esso, ed il movimento 5 Stelle di Grillo prende il volo. 
In questo scenario ci sono comunque le eccezioni, a maggiore particolarità di una situazione già particolare. Nella Lega  l’unico superstite è Tosi, il quale viene rieletto sindaco di Verona direttamente al primo turno, e da solo prende una quantità di voti superiore a tutto il  resto della intera Lega, a dimostrazione di quanto poco abbia preso la Lega in queste amministrative. Ed il caso di Perrone, del centrodestra, eletto anche egli al primo turno nel comune di Lecce. Una buona prova per l’Idv si ha a Palermo con Leoluca Orlando che andrà al ballottaggio.
Il Movimento 5 Stelle raggiunge una percentuale di consensi superiore alle aspettative, conquista il suo primo seggio da sindaco, e va al ballottaggio in altri comuni.
Queste amministrative sono molto importanti, rappresentano un test per i partiti finalizzato alle prossime elezioni politiche, e forse per la prima volta i partiti, o meglio i politici, si sono resi conto della effettiva considerazione che la popolazione ha oramai della classe politica. Ora ne devono trarre le conclusioni. Grazie al voto noi possiamo dare un nostro gradimento ed un nostro indirizzo.


Amministrative 2012: IL PDL SCONFITTO

Che il Pdl avrebbe avuto un crollo in queste amministrative era prevedibile, non di questa entità, ma prevedibile. È passato da essere il principale partito di consenso italiano, ad essere uno dei partiti delle retrovie. Il volto luttuoso di Alfano e di altri esponenti del Pdl dimostra che hanno subito il colpo, e che tale risultato ha sorpreso anche loro. Alfano ha ammesso la sconfitta politica del partito in queste elezioni. Il leader Berlusconi invece si è detto sorpreso in positivo e che pensava peggio. Non so, forse si aspettava di prendere un solo voto! A caldo il segretario Alfano ha messo in dubbio il troppo appoggio dato al governo Monti, e il dialogo futuro in ambito dell’ABC (Alfano, Bersani, Casini) Ciò che il Pdl deve mettere in discussione non è l’operato di questo periodo di governo tecnico, ma ciò che ha fatto e che non ha fatto prima, il portare l’Italia all’orlo della crisi anche se fisiologica negandone l’esistenza fino al giorno prima della inevitabile evidenza, la mancanza di strategie lungimiranti volte a potenziare la ricchezza e lo sviluppo del Paese (anche se questo è un deficit comune a tutte le altre forze politiche), la mancanza di dialogo con la opposizione (reciproca dato l’ostruzionismo della sinistra) ed ancora avere imparato a parlare il politichese.
Il Pdl, a suo tempo Forza Italia, era anche esso un movimento di protesta. Era un movimento rivolto alla massa oltre che all’ambiente degli imprenditori, che arrivava dritto al cuore, grazie anche ai mezzi di comunicazione di Berlusconi. Rappresentava una novità, e la speranza per chi lo ha votato di un modo nuovo di fare politica, lontano dagli intrighi di Palazzo e dai politici ingessati nella loro inerzia e nella loro casta. Esattamente come è Grillo ora.
Bisogna ricordare che Forza Italia a suo tempo ha contribuito fortemente a fare cambiare marcia alla politica, al modo di porsi dei politici. Ha contribuito ad un cambiamento in positivo quindi. Che poi si sia rovinata con il tempo è un altro dato di fatto indiscutibile.
L’essersi lentamente allontanato dalla sua iniziale natura è una colpa che la maggior parte del suo elettorato non ha perdonato né a Berlusconi e né ai suoi. Troppe cose sono state perdonate. Ecco quindi che una grande parte dei voti iniziali di centro destra costituiti da persone normali sono prima passati al Terzo Polo, ed ora ancora di più nel Movimento 5 Stelle di Grillo. E gli astenuti delusi , se non verranno convinti nuovamente dal Pdl (poco probabile) o da un altro partito (più probabile) resteranno astenuti anche nelle prossime elezioni politiche (e questo vale per tutti i partiti). Forse ora è meglio leccarsi le ferite, tornare con i piedi per terra, accettare che non tutti i periodi sono rose e fiori e non necessariamente per colpe proprie, ed andare avanti nel modo più giusto per il Paese, in una visione di insieme e con il dialogo fra le forze politiche, con proposte costruttive, ed appoggiando le riforme interne alla politica. Forse con un po’ di tempo, il consenso risalirà.
Bisogna comunque ricordare che la sfiducia dei cittadini verso la classe politica è estesa a tutti i partiti.
L’elettorato del Pdl è ora costituito principalmente da imprenditori, ed è quindi un elettorato legato ad interessi di parte. Interessi talvolta soddisfatti, talvolta disattesi. Elettorato, comunque, più ristretto di quello iniziale. Non penso che il Pdl sia destinato nell’imminente futuro ad essere nuovamente un partito dominante.
Angela Pensword   11/05/2012
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GRECIA ITALIA 0 A 2

Una domanda bisogna porsi: bisogna domandarsi perché sia in Grecia e sia in Italia le ultime elezioni hanno rappresentato un risultato così inaspettato. C’è una differenza di base però, in Grecia ha raggiunto un gradimento elettorale inaspettato un partito xenofobo di destra, in Italia ha raggiunto un risultato elettorale inaspettato il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che non è né xenofobo, e né di destra. 
A parte la crisi economica ed europea, e la insofferenza contro la politica di austerity, un elemento diffuso che anima la popolazione e che ha contribuito al risultato in queste ultime elezioni in entrambi questi Paesi è la colpa di una cattiva gestione che la popolazione attribuisce ai partiti.
Angela Pensword 11/05/2012

giovedì 10 maggio 2012

LO SPREAD E’ RISALITO

Lo spread si è abbassato dopo l’arrivo di Monti anche per la maggiore stabilità politica che l’Italia con il Governo tecnico poteva garantire. Il fatto che in questi giorni esso sia risalito  sopra i 400 punti deriva fondamentalmente dal panico dei partiti dopo i risultati delle elezioni amministrative del 07/05/2012 e che crea un’ aria di instabilità politica nell’immediato futuro ad occhi esteri. È per questo che la serenità all’interno dei partiti e tra i partiti è importante .in questo periodo. Un convalescente ha bisogno di serenità per guarire meglio. Probabilmente con un po’ di calma, se non subentrano complicazioni esterne, la temperatura dello spread si riabbasserà.
10/05/2012

mercoledì 9 maggio 2012

CONTRO LA VIVISEZIONE SERVE UNA ROGATORIA MONDIALE

Contro la vivisezione si dovrebbe fare una rogatoria mondiale. Non in tutti i Paesi le normative anti-vivisezione e contrarie all’allevamento degli animali finalizzati a tale scopo sono uguali. Se si vuole eliminare dalla faccia della terra la pratica inutile della vivisezione ed evitare che ciò che non si può fare da una parte si possa fare da un’altra tutti gli Stati del mondo si dovrebbero mettere d’accordo nel vietare tale pratica e nel vietare l’allevamento degli animali per tale scopo con una uguale  normativa,  imponendo per legge l’utilizzo delle procedure alternative alla vivisezione. Allora nessun Paese sarebbe più autorizzato a tale commercio, e nessuna azienda potrebbe attuare la pratica della vivisezione. L’accordo simultaneo tra gli Stati ed un serio controllo del rispetto del divieto servirebbe ad arginare maggiormente il fenomeno.
Ma ci troviamo ancora in un momento della storia dell’uomo nel quale le leggi base di rispetto e di diritto verso gli animali e verso le persone non sono uguali in ogni parte del mondo, nel quale attualmente non sono ancora riconosciuti i diritti umani in ogni parte del globo, dove molti uomini vanno ancora contro altri uomini senza motivo. Possiamo aspettarci di già qualche cosa di buono per i nostri amici animali? Anche se la risposta è “ancora no” non è un buon motivo per non sensibilizzare il mondo verso ciò che è giusto, sperando che l’evoluzione morale dell’uomo proceda
09/05/2012  Angela Pensword

VIVISEZIONE: RIFLESSIONI TRA ME E ME

Nessun buon motivo giustifica la pratica della vivisezione in modo così diffuso, e l’allevamento di animali finalizzati a tale scopo diffuso in modo così massiccio. E non è giustificata anche per un solo animale. Prima di tutto la vivisezione è un metodo scientifico inadeguato ed obsoleto. Infatti è dimostrato ormai che le reazioni delle cellule di animali appartenenti a razze diverse danno reazioni diverse, e talvolta diverse anche all’interno della stessa razza ma semplicemente cugine. Quindi non è detto che ciò che vada bene per un topo o per un cane vada bene anche per l’uomo, e non è detto che ciò che non va bene per loro non vada bene per noi
Ma come per ogni cosa che tocca l’uomo l’interesse fa da padrone e non l’etica o la sensibilità. L’unica cosa alla quale chi ha potere è sensibile è il denaro, ed il denaro spesso compra anche l’anima delle persone. Per denaro si uccide, per denaro si ruba, per denaro si imbroglia, per denaro si va contro i propri affetti senza averne motivo, per denaro si diventa vigliacchi, per denaro si diventa crudeli verso gli altri uomini e verso gli animali.
In passato sono state fatte delle cose atroci su degli esseri viventi indifesi e non colpevoli, e non vi è colpa che giustifica tale atrocità. L’uomo, nel nome della scienza, ha calpestato l’esistenza e la sofferenza di tanti animali. L’uomo si è parato dietro la sua presunta superiorità e dietro la presunta inferiorità animale. L’uomo, forse con l’ingenuità di un bambino che smonta  le costruzioni lego, ha pensato che a smontare un animale avrebbe capito tanti suoi funzionamenti. Quell’animale è diventato una semplice cosa, un oggetto vivente da laboratorio, un corpo senza anima, senza sofferenza, senza sensibilità, senza umori, senza sentimenti, senza emozioni, senza speranze e senza diritti. Ma del resto perché stupirci di questo aspetto crudele del comportamento umano contro gli animali quando l’uomo è capace di essere crudele anche contro il proprio simile, come è accaduto ad esempio nei campi di concentramento nazisti?
In molte occasioni l’essere umano nel corso della storia, e non solo in riferimento alla vivisezione, si è comportato peggio delle bestie, legalizzando il suo operato. Ma ciò che è legale un giorno può non esserlo più il domani, e questo soprattutto se l’uomo prosegue nella direzione della civiltà e se ciò che era giustificato prima era sbagliato. Speriamo bene al riguardo, perché l’uomo ha nel suo insieme ancora molta strada da fare. In pochi hanno già una mentalità nuova ed evoluta, che dà valore ai sentimenti positivi, che imposta la vita nel rispetto dell’ecosistema, e nel rispetto della vita degli altri esseri viventi uomo ed animali compresi, una mentalità che si basa sull’equilibrio e sulla correttezza, e che non pone il denaro davanti ai valori importanti.
Ma l’evoluzione premia il più forte e non solo il migliore, e non è detto che queste due cose coincidano. Anche in questo caso si ha da una parte la forza delle lobby cosmetiche e farmaceutiche e delle aziende che riforniscono animali da laboratorio, e dall’altra la volontà di moltissime persone, che hanno rispetto per gli animali ed una mentalità più civile, di evitare che vengano inflitte agli animali delle inutili torture e sofferenze.
È per questo che le leggi sono importanti nella storia dell’uomo, anche se nella storia dell’uomo non sempre le leggi sono tutte giuste. In generale le leggi servono a dare delle regole di comportamento. Servono ad obbligare le persone alle quali non viene spontaneo comportarsi bene a causa di reticenze mentali, culturali, educative, economiche per interessi, o per altro, invece a doverlo fare. Questo vale anche per le leggi sulla vivisezione, che è un argomento mondiale.
Chi ha la possibilità di fare le leggi dovrebbe riflettere sulla enorme responsabilità che ha dato in mano loro il destino di condurre l’essere umano nella direzione giusta, verso una civiltà migliore.

Angela Pensword 09/05/2012
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lunedì 7 maggio 2012

ANSALDO NUCLEARE: colpito amministratore delegato Roberto Adinolfi

La mattina del 07/05/2012 è stato colpito ad una gamba l’amministratore delegato della Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi da un colpo di pistola. Perché proprio lui? Volevano colpire lui come persona? O la posizione che rappresenta? Le indagini si stanno svolgendo a tutto campo e per ora si cerca di individuare i due uomini che da uno scooter hanno aperto il fuoco contro Adinolfi a Genova sparando tre colpi. È un attentato che ha un sapore strano. Sembra compiuto quasi da non professionisti del mestiere. Motivi personali? Scambio di persona? Motivi ideologici?  I carabinieri stanno cercando di fare luce su di questo ennesimo atto di criminalità organizzata.
(A Pensword 07/05/2012)

domenica 6 maggio 2012

Breve riflessione sugli sprechi dei soldi pubblici: opere occulte!

Gli sprechi della spesa pubblica sono anche i sovvenzionamenti per le opere progettate e mai realizzate o realizzate e mai utilizzate! Opere avallate dai politici locali ed istituzionali solo per prendere parte delle sovvenzioni, per comprare voti e favori, o per restituire favori, e per fregare lo Stato!
Angela Pensword   06/05/2012

sabato 5 maggio 2012

Spending review: FUTURI TAGLI ANCHE SULLA SANITA’?

La sanità ha certamente degli sprechi che si possono correggere con un maggiore controllo ed una diversa regolamentazione, ma non con dei tagli Uno Stato non dovrebbe mai tagliare la sanità, anzi dovrebbe spingere per ottimizzare al massimo la prestazione dei servizi e garantire la possibilità di cura ai propri cittadini. Da qualche anno invece assistiamo alla chiusura di strutture ospedaliere, sia nelle grandi città che nell’entroterra di campagna. L’accorpamento di strutture ospedaliere in grandi strutture non è un qualcosa che si può fare eliminando le piccole strutture dislocate sul territorio. Questo è un procedimento che non si potrebbe fare anche per qualunque altro servizio che ha un contatto diretto con la popolazione e con il territorio. Riguardo la salute dei cittadini vi è anche un importante fattore imponderabile, che può colpire chiunque: il fattore urgenza. Faccio l’esempio di una situazione dove le due strutture ospedaliere locali, anche se piccole, sono state ridotte in previsione di una loro completa dismissione o di un loro duraturo incompleto servizio sanitario al cittadino. Si tratta di un ospedale che serviva più di un piccolo paese di campagna, quindi tanti paesi satelliti ad un centro più grosso. Tale ospedale è stato ridotto nelle sue funzionalità, come è stato ridotto anche quello del centro successivo. Attualmente se un contadino, un turista, una qualunque persona si sente male o subisce un incidente, in base alla gravità della situazione o per avere una assistenza completa deve essere trasportato alla struttura ospedaliera completa più vicina, che in questo caso si trova oltre 60 kilometri di distanza (sperando che arrivi vivo). La cosa assurda è che la maternità non è presente in tale ospedale ma in quello ancora più distante. E questo è solo un esempio. Con i futuri tagli alla sanità potremmo andare incontro a problemi ben peggiori. Per il rapporto che esiste tra logistica, salute (urgenza), spazio (distanza) e tempo, è importante che il servizio di cura e di pronto soccorso sia dislocato uniformemente e capillarmente sul territorio. Noi stiamo andando nella direzione opposta.
Nelle città il problema non è diverso. La popolazione aumenta e gli ospedali diminuiscono, i pronto soccorsi ed i posti letto sono congestionati, ed anche i medici non possono lavorare nelle migliori condizioni. Nelle città sarebbe importante e civile anche mantenere quelle rare e piccole strutture sanitarie che si occupano di determinate realtà sociali che non avrebbero altra possibilità di cura, perché veramente poveri o perché clandestini. Esse sono dislocate nei sobborghi della periferia, nel territorio delle città. Ma con i tagli alla sanità, e per  i soldi che già mancano al riguardo, queste strutture quasi certamente verranno chiuse. Penso che bisogna tagliare ciò che non funziona e non ciò che funziona. Voglio ribadire il fatto che sia ottimizzare e sia tagliare gli sprechi non corrispondono a tagliare il servizio.
È già diverso tempo che strutture sanitarie sono a corto di soldi. Una prima domanda: ma come si fa a pretendere il taglio di un servizio nazionale come la sanità quando ancora a livello politico non sono avvenuti quei tagli agli sprechi della politica, a cominciare dalla drastica riduzione sovvenzionamento pubblico ai partiti, e all’equiparare gli stipendi dei nostri politici italiani con quelli dei politici europei? Prima di toccare il servizio sanitario dei cittadini, che è una pubblica utilità, sarebbe più etico toccare gli eccessivi privilegi e gli eccessivi costi della politica (la quale troppo spesso si è tramutata in una pubblica inutilità od in una cattiva gestione). Senza prima avere effettuato tutti (e dico tutti) i necessari e giusti tagli agli sprechi della politica, non si dovrebbe parlare di tagli alla sanità. Una riforma sulla sanità ci vorrà pure, ma per migliorarla e non per tagliarla al solo scopo di fare cassa per risanare il bilancio!
La sanità è un diritto, ed è un diritto che molto spesso fa la differenza tra la vita e la morte. Inoltre si dice ormai da tempo che la prevenzione contro le malattie corrisponde, oltre ad una forma di civiltà sociale, anche ad un notevole risparmio economico futuro dello Stato. Infatti si dice che costa molto meno prevenire che curare successivamente.
La sanità è un servizio sociale importante in un Paese che si voglia definire civile. Di conseguenza gli ospedali andrebbero aumentati come andrebbero aumentate le strutture ospedaliere specialistiche. Una seconda domanda: si parla tanto di beni immobili dello Stato inutilizzati (che ora si vorrebbero svendere per fare cassa), perché non utilizzare tali strutture, ristrutturarle a fini sanitari ospedalieri o specialistici statali, e metterle ad utilizzo dei cittadini?. Non sarebbe questa un buona gestione dei beni sociali e della società? Bisogna valutare però sia la struttura e sia la logistica. Infatti talvolta è più conveniente costruire del nuovo che ristrutturare del vecchio. L’importante, nuovo o ristrutturato che sia, è che il servizio sanitario di cura e prevenzione ai cittadini venga garantito, e per ottenere questo esso va aumentato e maggiormente dislocato sul territorio, e non tagliato.
A Pensword   05/05/2012


La società è malata: breve riflessione

La società nella quale viviamo, soprattutto nelle grandi città, è sempre più caotica, e presenta molte problematiche. Ci troviamo probabilmente in un periodo storico nel quale l’uomo deve mettere in discussione molti dei suoi comportamenti e delle sue convinzioni. Oltre ai problemi economici nazionali ed internazionali ci sono problemi e comportamenti scorretti singoli, che poi diventano collettivi, e che esprimono la società. La logica conseguenza è che: la società è malata nella sua collettività, ed è nella sua collettività che deve migliorare.
Angela Pensword

Società ed espressioni: povertà degrado e sicurezza

Nelle città da qualche anno si vedono sempre più spesso persone che vanno a frugare nei cassonetti. Spesso sono persone abituate a vivere di espedienti ed alla ricerca di materiali da riciclare come ferro e rame od altro. Altre invece sono persone che sembrano uscite da chissà quale realtà lontana ed arrivate in città da poco, o forse erano solo nascoste nel sottobosco della città. Ed infine c’è lo spettro del lavoro che continua a diminuire sempre di più che aleggia sulla società e che ha già creato molti altri poveri, ancora fortunatamente non così disperati. La città continua ad essere un polo di attrazione anche per chi ha più difficoltà. Ci sono delle organizzazioni malavitose che gestiscono tutto ciò che è povertà, sfruttamento, elemosine. Ai semafori spesso si incontrano mendicanti vestiti con la loro divisa fatta da cappotto e zaino, lasciati lì ad arte, e ripresi a fine giornata. Ma dove dormono queste centinaia di persone? Che traffici ci sono dietro? Che corte dei miracoli c’è nel sottobosco della città? In che modo si può intervenire anche nel rispetto di queste persone? Quale è l’effettivo pericolo di diffusione di malattie dovute a scarsa igiene, soprattutto nel periodo estivo? Il fatto è che questa povertà è sempre più dilagante e visibile. E questo è un problema che va saputo gestire all’interno della società ed all’interno della città. Oltre a queste problematiche di povertà e degrado vi è anche una sempre più diffusa maleducazione, sia nei giovani che negli adulti, ed una sempre più diffusa mancanza di sensibilità e rispetto verso il prossimo. Non è una colpa essere poveri o sfortunati, come non è una colpa essere benestanti, ma l’educazione, il rispetto verso il prossimo, il rispetto di determinate regole basi di convivenza, e la correttezza dovrebbero essere sempre presenti in quanto sono le basi del vivere civile. Ma evidentemente a molti di noi queste cose non sono state insegnate, e molti altri di noi se le sono scordate. Nella società gli episodi di microcriminalità sono in aumento. E nelle grandi città anche la macro criminalità è sempre più presente e diffusa sul territorio. Le città diventano sempre più grandi e meno gestibili, e più invivibili, proprio dal punto di vista della sicurezza. L’imminente spending review prevede il taglio di molte delle risorse che erano in precedenza destinate alle forze dell’ordine ed alla sicurezza, con relativo motivo di preoccupazione sociale. Al contrario le forze dell’ordine dovrebbero avere più mezzi e più risorse per stare di pari passo con una crescente criminalità. È sperabile che tali tagli vengano fatti con buon senso, ed è meglio ricordare a chi ci governa il concetto in base al quale ottimizzare vuole dire tagliare gli sprechi e non tagliare i servizi.

venerdì 4 maggio 2012

I partiti chiedono meno tasse per i cittadini?

I partiti dicono “basta tasse”. Ma perché non approvano subito una diminuzione del loro stipendio, maggiori regole di controllo, e una diminuzione del sovvenzionamento pubblico ai partiti? Se i costi della politica e dei politici fossero minori ci sarebbe meno necessità di tassare i semplici cittadini. (A Pensword)

Spending review : riflessione

Spending review? La prima cosa da fare è equiparare gli stipendi dei parlamentari a quelli dei loro colleghi europei, poi ridurre drasticamente il sovvenzionamento pubblico ai partiti, e poi diminuire il numero dei Deputati e dei Senatori. Solo successivamente si può riformare tutto il resto!  (A Pensword) (aprile 2012)

Società ed espressioni: i giovani

In generale, e non solo riferito al comportamento di alcuni giovani, bisogna interrogarsi sul perché siano presenti all’interno della nostra società espressioni umane che superano in negativo il limite del buon senso animale e della stupidità. E quando queste espressioni si esprimono in giovane età, in gruppo, e sempre più frequentemente, c’è da preoccuparsi sul serio perché i giovani sono gli adulti del domani, e più giovani delinquenti e sbandati ci sono in giro oggi, e più delinquenza e criminalità sarà presente nella società di domani. Non si tratta più del semplice e sporadico scippatore, che è e rimane comunque un problema sociale e collettivo in quanto chiunque può venire scippato, mi riferisco a quei gruppi di giovani e giovanissimi ragazzi, spesso anche benestanti, che vanno in giro in gruppo al solo scopo di fare del male alle altre persone, in modo gratuito senza motivazione, provando divertimento e comportandosi come nemmeno il peggiore gruppo di scimmie farebbe. È certamente carenza di educazione e di cultura, e quindi di carenze nella famiglia e nella scuola. Oggi lo sanno tutti che non è facile fare l’insegnate sia per la mancanza di sovvenzionamenti nel settore, e sia per il comportamento qualche volta troppo indisciplinato dei ragazzi, ai quali l’insegnante non può consigliare nulla senza correre il rischio non tanto sporadico di essere a sua volta rimproverato dai loro genitori. In famiglia inoltre spesso i genitori sono fuori tutto il giorno per il lavoro e non riescono a seguire bene i ragazzi, oppure si comportano come si comportano i figli (e questo talvolta spiega molte cose). Le informazioni che vengono diffuse nella società dalla televisione e dai giochi del computer sono troppo spesso violente e diseducative. Poi ci sono anche i comportamenti che i ragazzi imparano dai propri simili e se non supportati già da un insegnamento di rispetto verso il prossimo in ambito familiare la interazione con gli altri ne viene condizionata. Un altro aspetto di disagio giovanile nella società si ha quando i giovani, a differenza del caso precedente più grave dove fanno del male verbale o fisico ad altri, fanno del male a se stessi. E quindi ecco la droga, lo sbronzarsi da giovanissimi per dimostrare di essere grandi o per colmare un vuoto interiore, o per altro. I giovani che hanno comportamenti criminali, o talvolta semplicemente irresponsabili, sono spesso figli benestanti che pensano di avere il diritto ed il potere di fare qualsiasi cosa verso di sé e verso gli altri, ed altre volte sono giovani che vivono in un ambito di degrado sociale. In definitiva divertirsi è una cosa normale e legittima, ma il superamento di determinati limiti di rispetto verso gli altri e verso se stessi non lo è. Ciò che preoccupa è che le città sono sempre più grandi e più ingestibili, ed episodi di mal costume giovanile sono sempre più diffusi.

Monti e il consenso popolare

Il consenso al Governo Monti è in lieve calo rispetto all’inizio del suo mandato. Le tasse sono troppe ed i problemi pure. E le soluzioni prese stanno colpendo principalmente i semplici cittadini senza riuscire ad intaccare i poteri forti che si prendono sempre del tempo per approvare le riforme che si chiedono anche a loro. Riguardo la comunicazione con le parti bisogna ammettere che il Governo Monti ha saputo instaurare tavoli di trattativa con le parti sociali e richiesto suggerimenti dalle parti politiche. Questo è senza dubbio un modo di operare e di cooperare giusto e sinergico, oltre che diplomatico e costruttivo. Poi il governo ha la funzione di proseguire sulle proprie convinzioni e strategie. Il governo tecnico è stato messo apposta anche per potere fare scelte impopolari, ma dovrebbero essere impopolari ed immediate  anche per le lobby e per le caste. Il Governo Monti ha la possibilità di non fare compromessi, ma non ha la possibilità di fare le scelte sbagliate. Non si deve poggiare sul consenso che deriva sia dal disgusto che la popolazione ha verso la politica e sia dalla consapevolezza della necessità di superare questo momento di difficoltà. Il Governo tecnico dovrebbe ascoltare maggiormente le necessità della popolazione e meno quelle dei poteri forti, e pretendere immediatamente dalla casta politica le misure di rigore ed austerity e di riforma del settore che anche se studiate vengono continuamente rinviate.
Angela Pensword

martedì 1 maggio 2012

Evasione fiscale e conti esteri

È notizia di oggi che il Governo tecnico Monti ha già intrapreso trattative con la Svizzera per avviare misure di lotta all’evasione fiscale riferita ai depositi esteri. È una buona notizia! 

Angela Pensword 01/05/2012

Evasione fiscale: insegnanti e depositi esteri

Nella scorsa retata contro l’evasione fiscale la guardia di finanza ha trovato degli insegnanti che davano lezioni di recupero in nero. Sinceramente la notizia mi fa tenerezza e mi fa sorridere, soprattutto in un periodo nel quale si cerca di arrotondare per non sprofondare nelle spese e nelle tasse. Effettivamente non si potrebbe fare. Ma le persone che arrotondano saltuariamente come possono giustificare nella denuncia dei redditi un entrata una tantum di 30 – 50 – 60 euro o altro? Con una ricevuta fiscale? Bisogna aprire una partita iva apposta? Ed allora perché non sgravare il bilancio familiare di tutti quei costi che sono anche la semplice benzina per la propria auto od il prezzo pieno di una visita medica invece che solo una percentuale di essa? A parte le domande provocatorie la lotta all’evasione fiscale è senza dubbio una iniziativa importante presa da questo governo tecnico. È anche vero che le tasse sono troppe e che talvolta evadere è una forma di difesa. Penso che colpire i piccoli evasori corrisponda a colpire lo 0,0001 dell’evasione fiscale ma che possa servire a sensibilizzare sul problema e ad d indirizzare diversamente il costume della società. La evasione da colpire è quella delle grandi evasioni depositate all’estero. Ma al riguardo l’Italia non ha ancora fatto nulla. Vedremo al prossimo scambio di binario quale direzione vorrà prendere al riguardo il Governo tecnico.
Angela Pensword  30/04/2012