giovedì 27 settembre 2012

Primi passi di effettiva spending review sulla casta politica nelle Regioni

26/09/2012. I Governatori delle Regioni propongono al Governo un piano che prevede il taglio di 300 consiglieri regionali, minori fondi ai partiti nelle Regioni, maggiori regole di trasparenza e maggiori controlli da parte della Corte dei Conti (Tgcom24). Si iniziano a vedere le prime modifiche in positivo sulla gestione dei soldi pubblici nelle regioni, a seguito della bufera scoppiata nel Lazio e delle altre indagini che si stanno svolgendo nelle altre Regioni. Sono i primi passi di una effettiva spending review sulla casta politica nelle Regioni. Speriamo che dopo le parole seguano i fatti.

Crisi economica e scandalo alla Regione: una possibilità

In questo periodo di crisi, di richiesta di sacrifici, di incertezza, di domande e di risposte, di presa di coscienza di alcune situazioni, noi cittadini siamo poco ben disposti verso i politici in genere, e giustamente pretendiamo maggiore professionalità e maggiore etica interna alla persona ed ai partiti. Non siamo più disposti a tollerare comportamenti scorretti. Ci sono personaggi politici per i quali è la norma avere comportamenti scorretti tanto che senza di essi andrebbero in crisi di astinenza. Vi era meno lente di ingrandimento e un maggior lasciare correre in passato. In effetti li hanno sempre lasciati fare, anzi li abbiamo sempre lasciati fare. Noi cittadini infatti non ci poniamo il problema di ciò che andrebbe fatto per gestire un Paese, soprattutto quando non vi sono problemi nazionali, dato che ci sono persone politiche deputate a questo. Noi semplici cittadini non conosciamo il dietro le quinte della politica. Molti errori di gestione nazionale sono evidenti solo dopo anni, altri di mala politica quando è immediatamente lampante lo spreco di soldi pubblici, la corruzione, od il peculato. In futuro dovremo per buona prassi seguire più da vicino la gestione politica del nostro Paese. Questa crisi ed il marasma politico che ne segue ci offre la possibilità di attuare quelle modifiche necessarie e positive in politica per recuperare ai buchi di sistema che permettono sprechi di soldi pubblici, mancanza di regole e controllo, e corruzione, che sono stati finora coperti dalla casta politica. Ed è una possibilità che non va persa, anche perché raramente la casta politica viene messa di fronte alle proprie responsabilità senza poterle nascondere.

Scandalo alla Regione Lazio: il rovescio positivo della medaglia

Il fatto che lo scandalo alla Regione Lazio sia venuto fuori è in realtà un bene per il Paese in quanto ha messo in luce una situazione per la quale necessitano maggiori regole e controlli, e quindi è uno scandalo che porterà ad una futura trasparenza nella gestione dei soldi pubblici.
L’ultimo scandalo politico che ha coinvolto la Regione racchiude in sé una cosa molto positiva per noi cittadini: evidenzia che allora i soldi ci sono! Non ce ne possono più chiedere altri! Anzi, d’ora in poi dovranno essere chiesti direttamente alla casta! Inoltre dovranno essere impostate nuove regole di gestione e controllo dei soldi pubblici destinati alle regioni che non diano l’occasione all’uomo ladro! Nuove regole che non permettano di perdere questi soldi in emorragie e che garantiscano il loro arrivo alla reale e giusta destinazione, ossia ai servizi per i cittadini.
Angela Pensword

Scandali politica e nuove regole. Riflessioni personali

È brutto vedere sguardi inorriditi solo quando lo scandalo viene fuori. Purtroppo i miglioramenti a favore della popolazione e del Paese ed a sfavore della casta politica vengono attuati solo quando è strettamente necessario, solo quando la casta non ha alternativa per questione di immagine. Quindi bisogna sempre sperare che in politica i miglioramenti siano di sostanza e non solo di facciata. Tutto sommato è meglio che è venuta fuori tutta questa inefficienza di gestione e controllo delle spese alle regioni che fa perdere le risorse pubbliche in rivoli ed emorragie. La corruzione (non di tutti) è un mal costume generalizzato. È per questo che è importante che ci siano regole più rigide all’interno dei partiti e sia in politica nella gestione dei soldi pubblici. E regole e leggi devono essere fatte e in tale direzione. Ma le regole le devono fare i legislatori ed i politici, ed è difficile che un cavallo voglia imbrigliarsi da solo.

BERLUSCONI: Il Pdl non è allo sbaraglio … Vero o falso?

Berlusconi afferma che il Pdl non è allo sbaraglio. Tale affermazione risuona fuori dalla reale situazione oppure dimostra che si vuole negare l’evidenza. Ma del resto non si può chiedere all’oste come è il vino. Sarebbe più apprezzabile ammettere di avere delle difficoltà ed evidenziare che si sta provvedendo a risolverle. Bisogna però vedere in che modo si vogliono risolvere. La legge anticorruzione non è ancora stata approvata, ma al contrario finora è stata contrastata. I partiti non riescono a trovare un accordo su tale questione, come del resto neanche sulla legge elettorale.
La sfiducia sulla politica è generalizzata, e lo scandalo che ha colpito la Regione Lazio ha aumentato la delusione degli oramai ex elettori Pdl. Il Pdl si è adeguato ad un sistema politico che ha molte lacune come regole e come cultura. Nel suo interno si sono infiltrate persone che si sono portate appresso il proprio modo di fare politica basato sul concetto che tutto è possibile in un sistema che in realtà lo permette. Quindi è anche il sistema che deve essere cambiato, oltre alla mentalità ed al ricambio generazionale. Inoltre il Pdl deve risolvere anche le eventuali interne diversità di idee, e domandarsi che cosa vorrà fare nel futuro.
Se il Pdl non dimostra nel tempo un reale cambiamento, e non attua nell’immediato una reale pulizia, e non propone e non approva delle regole sia interne al partito e sia generali in politica volte ad evitare la possibilità di sprechi e di corruzione, e non fa un cambio di sostanza oltre che di apparenza, allora non rimarrà allo sbaraglio ma si dissolverà direttamente nell’aria.
Angela Pensword 26/09/2012

mercoledì 26 settembre 2012

PDL: UN PARTITO SUL QUALE MANCA SOLO LA LAPIDE

Una parvenza di luce volta a resuscitare un partito sul quale manca solo la lapide sono state le parole dette dal Vice capogruppo Pdl alla Camera Isabella Bertolini nell’intervento telefonico su Tgcom24 (alle ore 09.20 del 25/09/2012). La sig.ra Bertolini chiede un passo indietro anche dei capi corrente del Pdl, un rinnovamento che non sia solo di facciata ma di sostanza, un ricambio generazionale ed un cambio di mentalità nel modo di fare politica, e l’approvazione immediata di una legge anticorruzione. In realtà la Bertolini chiede segni più forti a Berlusconi e ad Alfano, iniziative volte a dimostrare ai cittadini una reale volontà del Pdl di scrollarsi da dosso scandali e zavorra. Ma evidentemente il fatto che questi segni tardino a venire non depone a favore del Pdl. Ciò che dovrebbe tenere su un partito non è la garanzia di presenza ai suoi esponenti e sottopancia o gli scambi di interesse e di favori della compravendita dei voti, ma il voto e la fiducia dei cittadini. Tale fiducia è venuta a mancare, come si è già visto dalle scorse amministrative 2012. Il calo di fiducia riguarda tutta la classe politica. Il fatto che il Pdl sia il partito di maggioranza del governo precedente lo fa risultare maggiormente responsabile delle cose che non vanno nel nostro Paese. Ma la responsabilità negli anni è ben suddivisa nella politica, e gli scandali sono ben distribuiti in un sistema che si basa su consuetudini sbagliate diffuse, nella mancanza di serie regolamentazioni e procedure di controllo che vietino tali consuetudini. Forse i partiti sono convinti che si tratta ancora di un sogno, che quando si risveglieranno tutto ricomincerà come prima, e che il mondo degli elettori sia impazzito tutto insieme in questo periodo. Ma ad essere fuori dalla realtà sono proprio i politici, a causa della troppa distanza tra i posti di potere e la vita di noi semplici cittadini. Il risveglio potrebbe essere molto più brutto del sogno.
Se le intuizioni e le richieste della Vice capogruppo Isabella Bertolini venissero accolte, allora, forse … il Pdl potrebbe recuperare un po’ di consenso.

domenica 23 settembre 2012

Economia

Se il potere d’acquisto della popolazione diminuisce e non si può invertire tale tendenza, l’unico modo per riequilibrare il margine tra potere d’acquisto e costo della vita è quello di abbassare il costo della vita. Ciò vorrebbe dire prima di tutto abbassare il costo dei carburanti (tale costo ha ripercussioni dovunque, dal trasporto privato al prezzo di vendita delle merci) ed abbassare la pressione fiscale. Essa ha raggiunto in Italia una percentuale così elevata da rappresentare un pesante fardello per chi paga le tasse, senza garantire da anni una reale corrispondenza nella erogazione dei servizi da parte dello Stato.
Ciò sarebbe possibile solo in un mondo asettico e privo di condizionamenti della realtà. Stabilito che non saremmo mai dovuti arrivare ad avere un prezzo dei carburanti così elevato ed un insieme di disequilibri nostri interni, non ci rimane che pensare al presente ed al futuro. Il nostro Stato deve rendere conto all’Europa di determinati parametri, tra i quali il risanamento del Bilancio. Il punto è dove recuperare i soldi.
L’attuale governo tecnico ha proseguito con la pressione fiscale, scelta comunque obbligata e necessaria per pianificare a breve termine un risanamento di bilancio ed assicurare compattezza all’Europa. Del resto il disavanzo di bilancio e molte altre cose che non vanno sono state create da una gestione politica immobile e cancrenosa. È ovvio che ci vuole un po’ di tempo per recuperare al meno in parte agli errori fatti in passato.
Il potere d’acquisto della popolazione diminuisce a causa di diversi fattori: la diminuzione dei posti di lavoro, l’aumento della pressione fiscale sulle aziende e sulla popolazione, il costo dei carburanti, l’aumento delle bollette, l’aumento e delle merci e dei prodotti in generale. Da una parte vi sono meno entrate di denaro nella famiglia e dall’altra parte vi sono più uscite per l’aumento del caro vita. Questa somma algebrica aumenta il dislivello tra ciò che la popolazione può spendere ed i costi reali della vita.
Quindi in definitiva ci vorrebbero molte meno tasse.
Da anni la classe politica ha aggiunto nuove tasse alle vecchie trovando solo questa soluzione alle varie problematiche della Nazione, senza impostare vere strategie a medio e lungo termine, e per  ingrassare (generalmente) più le proprie tasche che le entrate dello Stato. Le tasse hanno l’importante funzione di garantire ai cittadini la prestazione dei servizi, come la sanità, l’istruzione,la sicurezza, ed altro ancora. Peccato che i soldi provenienti dalle tasse si perdono nelle emorragie della politica. La vera austerity andrebbe impostata sul sistema politico e contrastando veramente la corruzione. Ma tali provvedimenti non si riescono a realizzare. Già, perché essi sono di competenza dei politici stessi. La ristrutturazione dei costi e degli sprechi della politica è la riforma fondamentale da attuare. Da là si può attingere nuovo denaro da distribuire nella società, con benefit immediato e futuro.
Bisogna fare anche un’altra riflessione economica sociale ed ambientale: forse si produceva troppo.  E soprattutto si produceva senza altri valori (e forse purtroppo si produrrà ancora in questo modo). Il vendere tutto a rate per incentivare le vendite e la produzione ha creato una economia virtuale, la quale ha portato anche ad un inquinamento ambientale tecnologico (basta pensare ad esempio ai telefoni cellulari obsoleti ed al loro smaltimento). La mentalità virtuale si è espressa in campo economico anche nel settore finanziario con le transazioni speculative portate all’eccesso, che hanno portato ad un inquinamento economico finanziario oltre che bancario. Ma questa è un’altra storia.  
L’eccessiva pressione fiscale sulla popolazione e sulle aziende non è la soluzione a questo momento di crisi economica europea. Ha un valore solo se supportata da cambiamenti strutturali e di mentalità. Se si rilasciasse circolare il denaro senza prima avere aggiustato l’interno dell’organizzazione dello Stato, l’ economia, e la mentalità, ritorneremmo ai pessimi comportamenti di impostazione e di gestione politica ed in una economia falsa e virtuale.  
Angela Pensword  23/09/2012

Politica: ormai si è tirato il tappo!

L’ennesimo scandalo della politica italiana, verificatosi questa volta nella regione Lazio, ha scoperchiato un sistema diffuso di mala politica. È uno scandalo che trascinerà tutti i politicanti della regione, e non solo loro, verso il basso. Risucchiati dal vortice dell’acqua lungo il tubo del lavello! È una consuetudine che andava avanti da tempo, ed evidentemente stava bene a tutti dato che non era mai uscita fuori.  Viene da domandarsi come mai una denuncia ed una indagine di tale portata sia avvenuta solo ora ma, non importa, l’importante è che abbia messo in luce lo sporco. Ora, nelle prossime elezioni c’è da sperare che, salvando i politici seri che anche solo per una percentuale di statistica dovrebbero esistere, gli altri se ne vengano tirati via dallo sciacquone!

venerdì 21 settembre 2012

Fiorito: nuovo scandalo alla regione Lazio

Franco Fiorito, ex capogruppo Pdl al Consiglio regionale del Lazio, si difende dicendo che “se” ha sbagliato pagherà, e che era una consuetudine diffusa.
“Se”? Come ci fossero dubbi al riguardo! Ed il fatto che fosse una consuetudine anche di altri colleghi non è una scusante. Rubare è sempre un reato, anche se lo fanno tutti. E quando uno ruba dovrebbe finire in carcere.
Questa vicenda è una ulteriore conferma di quanti posti politici siano in eccesso. Evidentemente basterebbero molti meno incarichi alla regione, ed alla politica in genere, per svolgere il lavoro che dovrebbe essere svolto. Dimostra anche come la politica sia ingessata nelle proprie consuetudini cancrenose.
È una ulteriore conferma anche del fatto che se si è una persona seria e professionale, a certi posti non ce la fanno arrivare perché darebbe fastidio, scontentando richieste di favori e di denaro. E se per caso ci sono politici in gamba, e fortunatamente ce ne sono, essi pur sapendo e non approfittandone, stanno zitti schiacciati da una cappa di potere e di consuetudini sbagliate.
È una ulteriore conferma del fatto che ci vogliono regole più precise e vincolanti sulla gestione dei soldi pubblici. È una cosa indegna che in questo periodo di crisi alcuni personaggi si comportino in modo così. Ma sarebbe indegno anche in un periodo di sana economia. E poi dicono che non ci sono i soldi per la gestione del sociale. Chissà se tale personaggio, e quelli come lui, si sono mai posti la domanda di quante cose buone per gli ospedali si sarebbero potute fare con quei soldi che erano destinati alla regione.
È una ulteriore conferma che i controlli ci devono stare e devono essere esterni, ed anche con cambi frequenti negli staff dei controllori in modo che questi ultimi non possano essere comprati, o con controllori dei controllori, o direttamente con controlli anche della guardia di finanza.
E poi ci chiedono tasse e si aumentano gli stipendi, e non fanno le riforme concrete sugli sprechi della casta politica. E i bubboni vengono curati solo quando scoppiano. E la prevenzione? Non è mai stata presa in considerazione come prassi e profilassi? Troppo comodo e troppo vantaggioso per tutti, ma non per noi comuni mortali che paghiamo le tasse e per curarci dobbiamo e vogliamo andare in ospedale, perché pensiamo di avere diritto ad uno stato sociale, e ad uno Stato e ad una politica che garantisca determinati servizi ai cittadini. Ma a quanto pare ci iniziano a dire che non ce lo possiamo permettere dato che mancano i soldi tanto da chiudere alcuni ospedali e da non dare oramai da anni una reale corrispondenza tra tasse pagate e servizi ricevuti. Soprattutto a causa di una cattiva gestione dei soldi pubblici. Ma fortunatamente forse alcune consuetudini sbagliate dovranno cambiare, perché sono troppo venute a galla, mentre noi affondiamo. La popolazione, quella vera e quella seria,quella semplice e quella che crede in una Italia migliore, quella scontenta ed arrabbiata, non può più tollerare questi comportamenti. Quindi restiling, pulizia, e regole.
Come facciamo ad essere sicuri che tali personaggi non si ripresentino di nuovo nell’ambiente politico? O che si ripresentino riciclati come si fa con l’immondizia? Probabilmente ci vuole una regola che impedisce a chi si macchia di tali colpe di continuare a fare politica anche nelle future legislazioni o di presentarsi a qualunque nuova elezione. Forse, ma solo in qualche caso, sarebbe un deterrente.
Angela Pensword     20/09/2012

Energia nazionale: produzione comune per comune

Sarebbe bello immaginare un mondo dove vi sia l’energia pulita ed a basso costo. E sarebbe bello immaginare una Italia nella quale tale energia venga prodotta autonomamente ed indipendentemente dai vari comuni e frazioni direttamente sul proprio territorio. Questo è quello che spero: una Nazione indipendente per ciò che riguarda l’energia, la cui produzione avvenga in maniera ecologica e sostenibile per l’ambiente, senza inquinamento né di produzione e né di utilizzo, e dislocata sul territorio.
Le grandi città hanno certamente altri bisogni di energia rispetto ad un piccolo paesino, e quindi in base alle esigenze diverse ci saranno soluzioni diverse, impianti specifici che garantiscono una certa produzione di energia.
Vi è più di una possibilità. Una di queste riguarda l’utilizzo della immondizia. L’immondizia in una società civile è sempre differenziata. In tale modo si riciclano le materie, si ha meno inquinamento delle loro scorie, e con il materiale organico ci si occupa di compostaggio. Il resto dei rifiuti serve a produrre energia. Un esempio di tale sistema è la organizzazione della gestione rifiuti attuata in alcune città austriache. L’Austria ha sviluppato uno dei sistemi più moderni per il riciclo dei materiali, riducendo al minimo la quota residuale da incenerire. Gli inceneritori per motivi di salute, anche se dotati dei sistemi di sicurezza, non vanno mai posti all’interno o troppo vicini alle città.  
In una società che mette al centro l’uomo e la natura, il rispetto e l’equilibrio con l’ambiente, la tutela delle risorse e lo sviluppo sostenibile, che ricerca l’indipendenza energetica ed una produttività energetica sostenibile, anche l’edilizia energetica riveste un ruolo importante. Tale potenzialità sono state sviluppate finora solo in parte. Se in base al principio sopraesposto di indipendenza energetica anche le abitazioni fossero per quanto possibile produttrici di energia elettrica e quindi indipendenti il costo energetico nazionale  sarebbe molto ridimensionato. Per l’edilizia si sono prese già iniziative e sviluppati incentivi. Piccoli abbozzi di primi passi in un mondo migliore. Certamente passi importanti, ma bisognerebbe fare di più, soprattutto come ricerca. Bisognerebbe pensare a dei pannelli che possano essere messi direttamente sui muri verticali dei palazzi. Ovviamente in tale ottica ed impostazione ci dovrà essere una edilizia che tiene conto anche della esposizione e dei punti cardinali, a maggiore collegamento come mentalità con la natura.
Un'altra cosa che mi viene in mente riguarda la produzione di elettricità tramite la forza lavoro umana sulle cyclette. È una cosa che ho visto in un programma televisivo. In un carcere viene utilizzata questa pratica in via sperimentale. Considerando tutte le palestre che esistono all’interno di una città, se ognuna di esse avesse le cyclette predisposte per la produzione dell’energia e dovesse garantire un minimo di produzione mensile, questo rappresenterebbe un’altra fonte pulita e gratuita, anche se piccola, per la palestra e per la città.
La centralità di produzione energetica ha quindi meno necessità di esistere, mentre la rete distributiva di energia elettrica rimane tutta collegata in modo da mettere in rete l’eccedenza.
Questo obiettivo andrebbe sviluppato e concretizzato da subito in modo che in un arco di tempo medio possa essere un traguardo raggiunto. Se tale impostazione fosse esportata anche all’estero, e ogni Nazione fosse indipendente energeticamente basandosi solo sulle energie pulite, avremmo realizzato un mondo migliore.
A rendere necessario questo cambiamento di impostazione energetica non è solo una motivazione economica ma è il Pianeta Terra stesso a chiedercelo. L’inquinamento ed il surriscaldamento globale stanno provocando danni che non si limitano ad essere visibili solo ora ma le cui conseguenze riguarderanno anche il futuro e avranno ripercussioni negative anche sul genere umano oltre che sulla Terra.
Per avere un mondo migliore, che si basa su principi di rispetto ambientale e di eco sostenibilità, che si pone il pensiero della tutela delle risorse, che si esprime nella società con comportamenti consoni a tali principi, ci vuole una educazione sociale al riguardo.  
Angela Pensword 20/09/2012
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mercoledì 19 settembre 2012

Politica Elezioni ed Elettori

Ora che si stanno avvicinando le elezioni quando senti parlare i politici sembrano tutti santi! Per fortuna poi c’è sempre qualche scandalo a ricordarci di che pasta sono fatti. Così non corriamo il rischio di scordarcelo e di commettere lo stesso errore fatto nei decenni precedenti: votarli! Oramai ci sono politici assuefatti a consuetudini sbagliate di mala politica. E questo vale per ogni maggioranza e per ogni opposizione, e per ogni partito. È per questo che qualunque persona politicamente nuova è certamente meglio di quelle stantie, fosse anche solamente per il beneficio del dubbio. Ed è per questo che sarebbe importante nelle prossime elezioni politiche attuare un grande rinnovamento nel quale vengano rottamate oltre il 60% delle persone politicamente in carica. È l’unico modo per garantire, o quasi, un cambio di mentalità. Ci sono sempre le eccezioni che confermano la regola, e questo vale sia per le persone politicamente stantie e sia per le nuove. Quindi quando andremo a votare dovremo votare coscientemente. Del resto ci sono più soluzioni: una persona nuova che ci convince, o barrare la scheda con una grande X (mai lasciarla in bianco), o votare per un politico conosciuto del quale abbiamo fiducia. In base alla attuale legge elettorale l’elettore ha potere di scelta solo sul partito o sullo schieramento.
L’attuale legge elettorale non dà la possibilità di dare la preferenza nominativa. Fare esprimere all’elettore la preferenza renderebbe il popolo maggiormente sovrano nella sua espressione di voto, ridarebbe a qualche persona la voglia di andare a votare, e ridurrebbe la distanza che vi è tra la casta e la popolazione A parte la delusione per la classe politica, il ritrovarsi sempre le persone politiche imbeccate ed imboccate dalla casta che si auto genera, autoregolamenta, ed auto alimenta, è una procedura che oramai è indigesta ai cittadini. Ma la legge elettorale che modifichi tale situazione, e che dovrebbe modificarne anche altre, non si vede. Come non si vedono quelle altre riforme della casta politica che vengono annunciate da tempo e che oramai sono diventate delle favole, come la riduzione dei parlamentari, allineare lo stipendio dei parlamentari italiani a quello degli altri parlamentari europei (qualunque iniziativa al riguardo i politici la hanno sempre fatta cadere nel vuoto), e una ferrea regolamentazione per la certificazione di bilancio (la soluzione appena trovata è un ennesimo autogol dei politici i quali, oltre ad autoregolamentarsi, fanno di tutto per autoeliminarsi a livello di immagine), una seria legge anticorruzione (che non tutti vogliono), e molte altre cose ancora. Solo il sovvenzionamento ai partiti è stato dimezzato dopo la sonora bastonata che i partiti hanno ricevuto nelle scorse amministrative. Viene da pensare che i partiti e la politica abbiano bisogno di ulteriori sonore bastonate.

martedì 18 settembre 2012

L’immobilismo ingessato della politica

L’immobilismo ingessato della politica è la stasi in un Paese a vantaggio di pochi, è una cappa di potere che si auto genera  e si autoalimenta, sono i vincoli di consuetudini che come un gesso impediscono di muoversi anche a chi vorrebbe muoversi.
La politica è rimasta bloccata nel proprio immobilismo, nelle proprie lotte di potere, nel proprio confronto distruttivo e non costruttivo, nella propria miopia, negli interessi personali e di parte, nel canto univoco di contenuti diversi accomunati da una stessa operatività pro personam, nel mal comune mezzo gaudio, nel tarpare le ali a chi può parlare fuori dal coro, nella propria connivenza con interessi economici ed interessi mafiosi, negli scambi di favori e voti con i relativi debiti da saldare, nella burocrazia, nei mille rivoli di dazi personali e di step di approvazione, nella ferruginosa ed arrugginita macchina della politica resa ancora più lenta da menti statiche. Non ci vogliono solo menti giovani, ma menti che sappiano pensare con un’altra mentalità.

Legge contro la corruzione e la frode sui soldi pubblici

Serve subito una seria legge contro la corruzione e le mazzette, e contro le frodi a danno dei soldi pubblici. Se a chi trae giovamento da questa malsana prassi non sta bene, se ne può andare via dall’Italia, almeno ci liberiamo dei parassiti!   (03/09/2012)

venerdì 14 settembre 2012

PAREGGIO DI BILANCIO E STRATEGIE AGRICOLE ED ENERGETICHE

L’Italia è legata al raggiungimento di un risanamento di bilancio, comunque necessario se non vuole continuare ad essere mangiata dagli interessi. Il debito pubblico esagerato è stato causato negli anni passati da una malsana gestione politica nazionale priva di strategie e di impostazioni energetiche ed agricole a medio e lungo termine volte allo sviluppo. L’impostazione negli anni passati è stata fondamentalmente quella di creare entrate immediate per lo Stato e per la politica, in una visione statale economicamente miope. Ma nel presente e nel futuro la gestione politica non potrà non tenere conto di impostazioni di strategie energetiche ed agricole con una mentalità diversa da quella avuta in passato. Le impostazioni di strategie energetiche dovranno essere anche ecologicamente sostenibili.
I costi di produzione energetica hanno ripercussione su tutti i settori della società, dal settore produttivo al settore sociale. L’energia difatti serve a tutti nella società, alla produzione di una fabbrica, alla coltivazione nelle serre, alle famiglie, alla gestione di servizi come scuole ed ospedali. Il costo energetico ha ripercussione sul prezzo finale delle merci in quanto rappresenta una importante voce dei costi di produzione. Ecco che una energia pulita che costa poco porta giovamento economico al Paese. Ed ecco che un bilancio statale sano ed un debito pubblico contenuto derivano anche da una economia sana e quindi anche da una buona impostazione agricola ed energetica nazionale.  
15/09/2012

mercoledì 5 settembre 2012

Il rientro delle vacanze degli italiani

Quello che attende gli italiani al rientro delle vacanze estive è un aumento ulteriore del caro vita. Sono in previsione aumenti nelle bollette, la benzina ha raggiunto in alcuni casi quota due euro, la seconda rata dell’imu ci attende dietro la porta, bisogna comprare i libri scolastici per i propri figli, e l’aumento dell’iva potrebbe sempre ripresentarsi. Le associazioni dei consumatori, i sindacati, e non solo loro, chiedono al Governo l’abbassamento delle accise e delle tasse. Il prezzo della benzina ha ripercussioni su tutte le merci e sugli alimenti i quali, a causa della siccità di questa estate, subiranno ulteriori rincari. Una stagione autunnale che metterà ulteriormente a dura prova la pazienza, oltre che le tasche, dei cittadini. In più la crisi economica con la sempre difficoltà a trovare lavoro, oltre alla maggiore facilità di perderlo, l’ottimizzazione della spesa pubblica che ha portato anche a qualche taglio ad alquni servizi fondamentali come la sanità la giustizia e la sicurezza. E la richiesta di sempre maggiori sacrifici. In tutto questo i Parlamentari ancora non fanno le riforme tanto attese, di riorganizzazione dei costi della casta. Probabilmente sperano di arrivare alle elezioni con un nulla di fatto, con la speranza di avere ancora la poltrona e lo stipendio, e forse per questo ogni tanto si parla di elezioni prima della naturale scadenza del mandato. Si preannuncia quindi un autunno molto caldo ed elettrico.

martedì 4 settembre 2012

Crisi europea ed evoluzione umana

Questa crisi ci ha messo di fronte ad un sistema di mondo che non funziona. Troppo frenetico, troppo improntato sul profitto a scapito di tanti valori umani e naturali, troppo impostato sulla scorrettezza, e troppo improntato sull’immediato e troppo miope per quanto riguarda il benessere a medio e lungo termine senza un’impostazione di ricerca e di salvaguardia delle risorse. La fa da padrone il termine sfruttamento al posto del termine utilizzo. Sfruttamento riferito sia alle persone che alle risorse, contro un utilizzo che di per sé si basa su dei criteri di equilibrio e di salvaguardia futura. Il rispetto per l’ecosistema, l’ambiente ed il pianeta Terra in generale, è un passo importante dell’uomo nella sua espressione evolutiva, e tale passo non è stato ancora completamente svolto. La consapevolezza che ciò che inquiniamo oggi lo respiriamo e mangiamo da oggi in poi, con conseguenze e ferite alla Terra, oltre che alla nostra salute collettiva, che non sempre si potranno rimarginare, è una consapevolezza importante.


È vero che nel mondo ci sono situazioni politiche e sociali, di civiltà o di inciviltà, di sanità, di sicurezza, di rispetto e diritto umano, molto peggiori della nostra realtà europea che ha alle spalle comunque migliaia di anni di storia. Situazioni di guerra, nelle quali non si può e né si dovrebbe intervenire, in quanto ogni Paese ha una sua crescita storica, a meno che non siano una indiretta minaccia. Realtà che fanno parte del mondo in un sistema di relazione globale. Ma l’Europa deve continuare nel proprio cammino, migliorando dove necessario, e contribuendo al proprio interno a costruire un modo migliore, un mondo negli equilibri internazionali, si spera fatto di pace.

Angela Pensword 04/09/2012


Homo Ratus

Evoluzione: homo di Neanderthal homo Sapiens e homo Ratus


Il salto evolutivo di impostazione e di mentalità del quale necessita il mondo oggi, in ogni suo luogo ed in ogni suo popolo, è un po’ lo stesso salto che si è avuto nel passaggio tra l’uomo di Neanderthal e l’uomo Sapiens. Pare che l’uomo di Neanderthal fosse più disordinato nelle proprie caverne, e più immediato. L’uomo Sapiens pare invece fosse più ordinato all’interno delle proprie caverne, con zone ben definite dove mangiare e dove dormire. La differenza tra immediato e programmazione, e la consapevolezza della relazione tra azione e conseguenza in un arco di tempo medio lungo in una visione più collettiva, che contempli la salvaguardia delle risorse e del Pianeta, e la conoscenza del termine “investimento”, sono anche esse espressione di ordine. Tali mentalità, in qualche caso superstiti e già presenti in alcune popolazioni antiche e tuttora viventi (gli aborigeni hanno molto rispetto dell’ecosistema del quale fanno parte), si sono in questi ultimi 100 anni scordate, affogate da una mentalità economica immediata e distruttiva.

L’uomo si è trovato a gestire un progresso scientifico e tecnologico abnorme, due guerre mondiali, mezzi dalle grandi potenzialità, globalizzazione, tutto il meno di 100 anni. In pratica l’evoluzione civile e di mentalità dell’uomo non è andata di pari passo con l’evoluzione scientifica e tecnologica. Con questo non voglio dire che bisogna regredire tecnologicamente, ma avanzare civilmente.

Il progresso tecnologico ed il migliore benessere collettivo e sociale sono senza dubbio un evento positivo che deve continuare. Solo la loro gestione ed il loro utilizzo sono da migliorare. In effetti ciò che differenzia l’uomo dagli altri animali (anche noi lo siamo dato che apparteniamo al regno animale e non a quello vegetale) è la capacità di crearsi dei mezzi e di usare le mani. Ma molto spesso l’uomo non ha ancora imparato ad usare la testa prima di usare le mani, ed è per questo che fa molti più danni di quanto fanno gli altri animali. In pratica si potrebbe dire che dall’uomo Sapiens contemporaneo dovremmo passare all’uomo pensante. Ci sono individui che già hanno in sé la capacità dell’uomo pensante, e questo già nei secoli e nei millenni scorsi, e ci sono invece individui che si comportano ancora come l’uomo di Neanderthal.

Il “ragionare” (rationis) senza l’etica, senza rispetto per la natura e l’ecosistema, senza lungimiranza, senza valori, e senza rispetto per l’uomo, non è un buon pensare e non serve alla evoluzione. In pratica basterebbe un po’ più di correttezza.

Un comportamento migliore corrisponde ad una mentalità migliore.

P.S.: L’inquinamento che stiamo producendo nel mondo è un esempio del contrasto tra progresso tecnologico, evoluzione civile, e gestione delle risorse.

Angela Pensword 04/09/2012

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lunedì 3 settembre 2012

Il Presidente della Repubblica Napolitano è stato intercettato

Il Presidente della Repubblica è stato indirettamente intercettato. Le intercettazioni non sono state riportate, ma circolano solo indiscrezioni sul contenuto della telefonata intercorsa con Nicola Mancino.. In essa pare che il Presidente Napolitano abbia espresso considerazioni negative su Berlusconi e su Di Pietro. La diffusione di tale notizia ha causato parecchio caos. Da una parte il Quirinale ha avviato una interrogazione costituzionale per l’avvenuta intercettazione. Da un’altra parte vi è la famelica curiosità della popolazione di conoscere l’opinione espressa dal Presidente, curiosità pompata dai mezzi di informazione di massa che hanno esagerato tale notizia come a livello di gossip. Da un’altra parte, appunto, i mezzi di informazione hanno avuto l’effetto di amplificare il tutto sulla base dello “spettegolare”. Sono giorni difatti che se ne parla. Da un’altra parte ancora una frangia politica ha voluto strumentalizzare a posteriori tali eventuali espressioni gridando al complotto (non contro Napolitano) contro il precedente Presidente del Consiglio Berlusconi, come se il Presidente della Repubblica Napolitano avesse successivamente agito solo per antipatia personale nel suggerire un governo tecnico, e non per dovere istituzionale (assurdo). Da un’altra parte ancora vi è stata certamente la volontà di qualche spinta politica (ma non partitica), anteriormente alla notizia, di destabilizzare il Presidente Napolitano. Prossimamente ci sono impegni importanti. Entro il 31 dicembre 2012 vi è l’approvazione della legge di stabilità. Poi il Presidente della Repubblica dovrà stabilire la data del voto. La naturale scadenza della legislatura è aprile ma c’è chi, e non si capisce in base a quale criterio dato che ad aprile manca poco, paventa ogni tanto la possibilità di elezioni anticipate. La crisi europea e le situazioni internazionali non ci permettono di focalizzarci solo sui nostri problemi e sulle nostre beghe politiche interne di scontro e lotta di potere tra partiti avversi e per mantenere (in questo caso in accordo) i privilegi. Dobbiamo garantire una stabilità politica che permetta un dialogo competente con le altre forze europee. È evidente, e lo capirebbe anche un bambino, che è in atto una azione destabilizzante nei confronti della figura del Presidente Napolitano. Ma colpendo lui in questo modo si colpisce anche il nostro Paese. È per questo che è importante che le istituzioni siano unite in tale circostanza, nel neutralizzare tale manovra destabilizzante. Per neutralizzare questo capitolo di scontro istituzionale, noi popolazione non dovremmo cadere nella curiosità del gossip e dello spettegolare, e non dovremmo farci prendere in giro da chi volutamente, direttamente ed indirettamente, gonfia la notizia soffiando sulla vela. I mezzi di informazione, probabilmente strumentalizzati a loro volta, avrebbero dovuto relegare la notizia alla importanza che merita. Visualizzando la reale importanza della telefonata ed andando al nocciolo della questione si può vedere come stanno realmente le cose. Infatti Napolitano è anche egli un uomo, con opinioni personali come ognuno di noi. E ciò è naturale, umano, e giusto. Se non si avessero delle opinioni personali si sarebbe più simili a delle cose e non a delle persone, in quanto solo le cose non pensano. Quindi, anche se fosse vero che egli abbia espresso giudizi negativi su di una persona o su di un’altra, o su di una determinata situazione, tali espressioni e giudizi rimangono nella sfera personale, come se stesse commentando un risultato di una partita o se parlasse di un viaggio. Esiste la privacy di una persona, e questo vale per chiunque. Certo, si spera che chi sta nei posti di potere, pur avendo le proprie opinioni, mantenga sempre un atteggiamento super partes. Ma tale mancanza non si può certo attribuire al Presidente Napolitano, che ha sempre dato esempio di equilibrio, costanza, obiettività, lungimiranza, e buon senso, in qualunque decisione egli abbia preso ed in qualunque esortazione egli abbia fatto ai politici ed a noi popolazione per aiutarci a gestire la crisi. Egli è una figura molto amata ed ammirata dalla maggioranza della popolazione, proprio per l’esempio di equilibrio, di calma, di competenza, di obiettività che ha sempre dimostrato. Forse è proprio per questo che risulta scomodo a qualcuno, e, trasversalmente, ad altri settori della società (forse). Egli è una persona che non è condizionabile, e noi abbiamo bisogno di persone che non si lasciano condizionare, comprare, o ricattare, capaci di pensare in autonomia e di portare avanti i loro pensieri. Consiglio quindi al Presidente Napolitano di non dare troppa importanza a questa azione, di fare come Virgilio suggerisce a Dante nella Divina Commedia “non ragioniam di lor ma guarda e passa” (ossia “non ti curar di loro ma guarda e passa” nell'uso attuale) e di rimanere sereno nel proseguimento del proprio lavoro con il suo solito equilibrio e consueta lucidità alla quale ci ha abituato. Angela Pensword 03/09/2012 Copyright © AngelaPensword http://angelapensword.blogspot.com/

Europa: unità politica cercasi.

In Europa manca un’unità politica. Vi è un Parlamento, ma manca la figura di un Presidente europeo come per gli Stati Uniti d’America. Il Presidente europeo dovrebbe essere il referente di una politica comunitaria. Politica che attualmente non si esprime al meglio. Ci vogliono obiettivi comuni, ed anche strategie comuni. Con questa crisi europea dovranno cambiare molte cose, ed il loro immediato cambiamento è ciò che può contribuire a portare l’Europa fuori dalla crisi e ad aumentare la coscienza di una propria identità. Già (ma è sempre troppo tardi) si inizia a parlare a livello europeo di modifiche strutturali. Il Parlamento europeo non dovrebbe più occuparsi della lunghezza delle zucchine, per loro natura tutte diverse, e focalizzarsi su discorsi più ampi di sviluppo e di impostazioni di strategie, lasciando più libertà di respiro nei Paesi europei per quanto riguarda la produzione agricola, ad esempio. Vi sono dei vincoli troppo rigidi sulle produzioni nazionali, e questo non è assolutamente un bene per il Paese che fa parte dell’Europa e per l’Europa stessa. Vi sono cose a livello bancario e finanziario che andrebbero riviste, ma soprattutto è la mentalità economica europea (anche globale) che dovrebbe cambiare, ed ancora, il modo di vedere e concepire il mondo. Sarebbe bello immaginare una impostazione energetica europea univoca per quanto riguarda le energie alternative, impostata sul loro utilizzo ecosostenibile (a differenza del petrolio) e sulla ricerca della indipendenza energetica all’interno di ogni Nazione facente parte dell’Europa. Angela Pensword 03/09/2012