martedì 25 dicembre 2012

PARTITI POLITICI: REAZIONI POST CONFERENZA STAMPA DI MONTI


La Conferenza Stampa del 23/12/2012 di Mario Monti di fine legislatura ha gettato nello scompiglio alcuni partiti. Il lancio di un programma che possa essere un polo attrattivo per diverse forze politiche e per parti di partiti classici consolidati, e per i cittadini  risucchiando di conseguenza voti in un periodo elettorale di importante cambiamento ed esigenza per gli elettori, non piace molto ai partiti anche se non lo danno tutti a vedere.

Il PDL risulta piccato dai commenti di Monti su Berlusconi e sui chiarimenti a difesa dell’operato del Governo tecnico (ascoltare la verità fa male) ed il Segretario del PDL Angelino Alfano esclude ogni collaborazione futura od adesione alla agenda Monti. Si stacca dal PDL ed aderisce alla agenda Monti invece Frattini. Ma potrebbe essere seguito presto da altri. Nel frattempo Berlusconi prosegue la propria campagna elettorale, giudicando negativamente sia la scelta di Monti e sia i contenuti del suo programma “Cambiare l’Italia Riformare l’Europa. Agenda per un impegno comune”, distogliendo temporaneamente la propria attenzione dal dovere salvare l’Italia dalla sinistra, ed indirizzando i propri colpi verso un nuovo rivale.

Si staccano invece dal PD Pietro Ichino ed altri quattro esponenti del partito. Pietro Ichino chiarisce (all’interno di un intervista televisiva del 24/12/2012 su tgcom24) la propria decisione di appoggiare l’agenda Monti. Tale decisione non deriva infatti da una ricerca di una poltrona, in quanto essa era già una sicurezza internamente al PD, ma da una mancanza di chiarezza interna al PD. Vi è una spaccatura di pensiero internamente al PD tra moderati e meno moderati. Tale diversità non riguarda solo parti di impostazione del programma del PD ma anche l’interpretazione ed il giudizio dato all’operato del Governo Monti.  Inoltre il fatto che l’agenda Monti condivide spunti ed impostazioni di pensiero e di concetto di Ichino porta inevitabilmente una grande parte del PD a trovarsi d’accordo con l’agenda Monti, od almeno con una parte di essa. Molti punti e concetti della agenda Monti sono propri anche del programma di Renzi. Renzi però pare non voglia prendere una posizione contraria al PD, anche se sarebbe contraria solo per una parte di apporto dei voti, dimostrando una minore elasticità mentale rispetto al suo amico Pietro Ichino, ma non è detta l’ultima parola.

La LEGA NORD critica sia la scelta e sia il programma della agenda Monti. Quindi non dice nulla di nuovo da quanto professato durante l’intero mandato del Governo tecnico e continua a perseguire i propri obiettivi.

UDC (Pier Ferdinando Casini) ITALIA FUTURA (Montezemolo), da subito e da sempre sostenitori di Mario Monti, appoggiano il programma della agenda Monti. Ad essi si aggiunge anche il Ministro per la Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi.  

L’equilibrio e l’appoggio al programma Monti è una dinamica che si va formando in questi giorni, e dato che il tempo per prendere decisioni e formare le liste è molto stretto, le decisioni si prenderanno velocemente.

Ciò che rende gradevole l’idea del polo della agenda Monti, oltre i contenuti, è la possibilità e la mentalità di un dialogo politico costruttivo, del quale abbiamo molto bisogno in contrapposizione al bipolarismo distruttivo che abbiamo vissuto.

Angela Pensword 24/12/2012   

MARIO MONTI: CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO E PROSPETTIVE FUTURE


Il 23 Dicembre 2012 si è svolta presso Palazzo Chigi la Conferenza Stampa di fine anno del Presidente del Consiglio Mario Monti.  Tale conferenza  ha una valenza  doppia in quanto oltre ad essere di fine anno coincide con la conferenza di fine legislatura. Con garbo humor e la sua solita ironia Monti mantiene viva l’attenzione dei giornalisti presenti in sala, e di chi lo sta ascoltando da casa, per più di due ore. Durante la conferenza i temi trattati sono stati tanti e tutti importanti.

Mario Monti sottolinea “l’Imparzialità” del le azioni del proprio  Governo, finalizzate solo al bene del Paese.

Riferendosi a Berlusconi ed alle sue mutevoli considerazioni, oltre all’apprezzamento che li lega da tempo, Monti testimonia la propria “fatica a seguire la linearità del suo pensiero” in un “quadro di confusione mentale”.  

Difende l’operato del governo tecnico e rivolge i propri ringraziamenti a tutti i Ministri e collaboratori, e alle forze politiche per il sostegno ed i consigli. Un  ringraziamento speciale viene rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Parla dell’importanza di “non distruggere ciò che con sacrificio dei cittadini è stato fatto in questo anno”. Ciò vuole dire “non sottrarsi alle linee guida europee”. Esse si possono non condividere in pieno, ed egli stesso  sa che ci sono delle procedure europee che andrebbero riformate, ma questo si può fare in un contesto europeo ed attraverso un dialogo. Dialogo che più un Paese conta e più è possibile. Fa notare (giustamente) quanto  l’Italia  sia ora a livello europeo maggiormente considerata rispetto al passato, e di quanti miglioramenti di impostazione europea (da proseguire) avvenuti in questo anno di gestione di crisi siano derivati da intuizioni e spunti italiani. Il prossimo governo politico dovrà proseguire sulla strada europea di salvaguardia della Europa stessa. Non distruggere i sacrifici degli italiani vuole dire anche “non togliere l’IMU”. Togliere l’IMU senza prevedere una impostazione di entrate per lo Stato, o di minori spese,  che  garantiscano la stessa stabilità, avrebbe serie ripercussioni ed un effetto boomerang negativo.   

Riguardo le tasse Monti si rende conto dei sacrifici che stanno sostenendo i cittadini e di quanto sia pesante il carico fiscale. Ma tale pressione, della quale si auspica la riduzione, potrà essere ridotta solo quando sarà possibile farlo. Parla di tasse necessarie ma anche della necessità di stimolare la crescita e l’economia attraverso iniziative contenute nella propria agenda Monti.  

Fa notare le innumerevoli resistenze che il governo tecnico ha incontrato nella realizzazione (non avvenuta) dei tagli ai costi della politica, e di come la Legge anticorruzione sia risultata molto più leggera rispetto al pensiero originario del governo tecnico.    

Nei giorni precedenti  si poteva respirare nell’aria l’incognita sulla eventuale scesa in politica di Mario Monti, attraverso una propria lista od all’interno di uno schieramento. Tale incognita non è stata del tutto  dissipata, ma in parte svelata. Monti non vuole appartenere ad una parte politica per evitare di rimanere intrappolato dalle logiche di partito, restrittive, bloccate nel proprio angolo ottuso di interessi di parte,  che rendono impossibile fare un discorso più ampio.  Egli fa presente anche quanto sia riduttivo il  modo di fare politica che si basa solo sul puro scontro tra le parti politiche a scapito dei “contenuti  e dei metodi di governo”.  In pratica Monti propone una diversa visione politica e stimola i politici a pensare come statisti. Al riguardo ricorda le belle parole di De Gasperi: “il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista pensa per le prossime generazioni”.  Questo è un concetto molto importante, che si ricollega al vero messaggio sul futuro  che Monti lancia, maggiormente spiegato nella successiva intervista televisiva  di mezzogiorno con Lucia Annunziata.

Mario Monti non vuole schierarsi con una parte politica, ma vuole che la politica trovi spunti di discussione ed idee all’interno di un dialogo comune in una visuale politica più ampia. Egli fornisce come spunto di dialogo un programma “CAMBIARE L’ITALIA RIFORMARE L’EUROPA AGENDA PER UN IMPEGNO COMUNE”, rivolto a tutti (società compresa), che possa essere condiviso dalle parti politiche.  In base al consenso che tale programma susciterà nelle parti politiche Monti potrà offrire il proprio sostegno e guida a tali forze politiche come premier di coalizione, e quindi come possibile nuovo Presidente del Consiglio.  

È esplicativo il termine con il quale Mario Monti preferisce indicare la sua prossima ed eventuale “salita in politica”. Egli preferisce utilizzare il verbo “salire” e non il verbo “scendere” per meglio esprimere il concetto di impegno politico ed il significato intrinseco che attribuisce alla politica stessa, della quale auspica per il futuro una elevazione generale.   

Il concetto più importante racchiuso nel discorso del 23/12/2012 di Monti è questo: la speranza, lo stimolo, l’idea  per una mentalità politica migliore.

Angela Pensword 23/12/2012

 

RENZI POTREBBE ESSERE IL CONIGLIO BIANCO CHE ESCE DAL CILINDRO: LA SPERANZA.

Dato che Renzi non vuole essere il cigno e prendere il volo dallo stagno in cui si trova, nonostante ora abbia le ali grandi per volare e sia il periodo delle migrazioni, allora è sperabile che possa  essere il coniglio bianco che esce fuori dal cilindro del mago. Già, perché il cigno avrebbe dovuto iniziare già da tempo le manovre per volare, mentre un mago può fare le cose immediatamente senza aspettare.
Ormai siamo agli sgoccioli, e lo spettacolo è iniziato. I protagonisti stanno già sul palco, qualche ritardatario sta arrivando ora o nei prossimi giorni, ed il pubblico è già in platea. Le elezioni politiche sono previste per il 24 e 25 febbraio 2013.  
Dopo tutto ciò che ha predicato, dopo tutto lo charme e l’energia che ha messo nelle primarie e nel divulgare contemporaneamente idee e mentalità nuova, perché ora si è rintanato mettendo la testa sotto la sabbia come uno struzzo del quale si vede solo la sagoma grossa in lontananza con le piume ma senza il collo?
Senso di lealtà verso il PD? Oppure verso Bersani? Tanto zelo sarebbe certamente da ammirare. Oppure non vuole rinnegare la propria appartenenza a sinistra o nel centrosinistra? Ma creare una lista propria ed autonoma dal PD non vuole dire non essere più di sinistra o ci centrosinistra. Vendola, con il SEL, è un qualche cosa a parte dal PD ma sta all’interno della coalizione di centrosinistra. Nel centrodestra si stanno formando, e certamente si formeranno, correnti e partiti autonomi con delle proprie caratteristiche e convinzioni ed obiettivi, muniti di un proprio documento di identità, e non per questo non si possono collocare nel centrodestra, all’interno di una coalizione, o liberi soli e direttamente responsabili delle proprie azioni. Quindi, caro Renzi, ciò è possibile, e mi domando ogni giorno perché tu non lo faccia, perché non chiami a te le persone valide (e ripeto valide) scontente dei loro partiti o che sono state cacciate da essi per motivi effimeri.
Pensi di avere poco tempo a disposizione per organizzare una macchina da guerra da fare paura? Ma se hai uno staff da fare invidia ad Obama!
Già in internet diverse persone si stanno prodigando per te, e se fai un cenno accorriamo in migliaia.
Le cosa da fare in Italia sono molte, e siamo già in terribile ritardo. Ci sono cose da resettare, cosa da innovare, e altre da impostare ex novo. Ma questo lo sai meglio di me. Non penso che tu sia il Messia in politica, ma penso che tu sia una persona seria e responsabile, competente ed organizzata, dotata di mentalità nuova (e questo serve) e di una personalità pulita (serve anche questo), e supportata da un ottimo staff di amici validi e fidati (cose molto importanti). Ciò ti rende il candidato giovane (per ora conosciuto) migliore nel quale riporre la fiducia. Quindi … cosa aspetti?
Angela Pensword 18/12/2012

P:S:: Il coniglio bianco dal cappello lo ha tirato fuori Mario Monti e sarà Monti stesso. Il 23/12/2012 durante la Conferenza Stampa di fine anno il Presidente del Consiglio propone  un’agenda di idee che possa polarizzare quanti la condividano in una visione della politica più ampia ed elevata. L’apporto di Renzi, senza che egli snaturi le proprie idee ed il proprio precedente programma ed i propri sostenitori, e lo stesso centrosinistra, potrebbe essere fondamentale. Ma questa decisione spetta solo a Matteo Renzi. (Angela Pensword 25/12/2012)

La scena politica ed i poli attrattivi

Nella scena politica ci sono tanti poli attrattivi. Sono poli attrattivi di voti e di interessi, interessi sani ed ideologici, ed interessi pratici. Tante spinte e forze, più o meno forti, tra loro in parte simili e per altre cose contrastanti, ma diverse e distanti. È un po’ come la rosa dei venti. Ogni polo ha le proprie idee, i propri obiettivi, i propri interessi, e le proprie convenienze. Tali forze e spinte si influenzano tra loro. Entrano in contatto con i respiri reciproci, si studiano, si adeguano alla strategia nemica, si contrastano. Ognuno cerca di risucchiare più elettori per essere maggiormente rappresentato (oltre che per rappresentare). In questo periodo preelettorale, carico di colpi di scena, di situazioni critiche, di decisioni da prendere, di crisi, di miglioramenti che si devono fare internamente ai partiti, l’energia che si sprigiona è notevole. Ma è una energia positiva. In una situazione normale passata, di stasi e consuetudine politica consolidata, di caratteristiche e di dinamiche comportamentali pre e post elettorali, tutto si sarebbe ridotto ad una guerra contro l’avversario politico, ad un gettare fango e discredito, ad un demonizzarsi reciproco. Ora invece bisogna essere costruttivi. La classe politica ha preso atto che gli italiani si sono stufati di chiacchiere e niente altro, di aumento dei problemi invece della loro soluzione (da decenni), di non lungimiranza politica e di immaturità, e, volente o nolente, si sta adeguando. Ma ancora bazzica male, rendendo retroattivi i provvedimenti anti crisi solo per i semplici cittadini e salvaguardando spesso dalla retroattività i loro. Comunque si iniziano a sentire discorsi costruttivi, accenni a programmi,  ed una volontà (si spera solo non di facciata) di pensare con una mentalità migliore e di operare. Purtroppo l’uomo migliora solo quando è strettamente necessario. Ma siamo sicuri che sono veramente migliorati, almeno alcuni, almeno parte di coloro che non erano già migliori? E nel frattempo? E nel frattempo noi siamo qui, talvolta vedendo un brutto spettacolo avendo anche pagato un caro biglietto, aspettando di vedere la prossima scena, sperando che sia migliore.
Angela Pensword  18/12/2012

lunedì 17 dicembre 2012

PANORAMA POLITICO PRENATALIZIO

16/12/12. La settimana scorsa è stata altalenante e carica di suspense. Del resto fino a qua si potrebbe dire niente di nuovo. Ma gli avvenimenti seguono il loro corso e si tirano tra loro, in un girotondo sempre più veloce che talvolta sfocia in confusione.
Ma del resto un sinonimo di vita è anche movimento, ed a noi non piace una vita monotona e stantia. Neanche politicamente, anche perché al riguardo siamo stati già fermi per decenni, senza che venisse detto o fatto niente di nuovo, o comunque senza che non venisse presto scordato anche da chi lo proponeva. E speriamo che anche questa volta le parole, quelle buone che ogni tanto si sentono, non facciano la stessa fine.
Ora vedremo questa settimana cosa capiterà, quali saranno i colpi di scena e le successive ripercussioni e decisioni, come sarà il moto ondoso europeo, se tornerà la febbre allo spread, e come procederanno i preparativi e le strategie preelettorali dei partiti classici e neonati.
… e che Dio ci assista.
Dopo il dissenso manifestato dal PDL il 06 ed il 07 dicembre nei confronti del Governo tecnico Mario Monti ha deciso di dare le dimissioni con conseguente accelerazione di alcuni provvedimenti e delle scadenze elettorali. La instabilità politica che si era venuta a creare e la preoccupazione estera non erano un bene né per l’Italia e né per l’Europa. L’aria politica preelettorale che si respira in Italia è costruttiva e veloce, mutevole anche negli scenari interni ai partiti. A questo si aggiunge la suspense su ciò che farà Monti riguardo una sua diretta scesa in campo politico. Discesa che sarebbe non priva di peso.
LA LEGA NORD: non ha intenzione di appoggiare un’alleanza con Monti. Non appoggerà quindi neanche il Pdl se esso, come annunciato da Berlusconi, sosterrà la candidatura di un Monti che unisce i moderati. Ma al tempo stesso la Lega vedrebbe bene alla Presidenza del Consiglio Angelino Alfano. Ovviamente escludendo sempre la candidatura di Monti. Ciò che in realtà vuole la Lega Nord è la EuroRegione Nord (11/12/12 tgcom24). Quindi la Lega non è contraria alla permanenza in Europa, ma è semplicemente contraria alla permanenza in Italia. Senza entrare nel merito di tali motivazioni leghiste (che possono essere anche giustificabili e comprensibili), la domanda da porsi è un'altra: ci si può alleare con una forza politica che ha per finalità quella di estraniarsi dal resto del Paese e che ragiona solo per se stessa e per la Padania?
IL PDL nella propria girandola di idee e contraddizioni, di annunci e smentite, dopo avere (da tempo) disorientato i propri elettori, vede perplessi anche diversi esponenti interni. La non condivisione di impostazioni e strategie potrebbe portare a scissioni interne al Pdl. Meloni e Crosetto, persone costanti, concrete e serie, all’interno del Convegno “Le primarie delle idee” svoltosi il 16/12/12 rendono chiare le proprie idee. Sono contrari alla politica di Monti e non vedono favorevolmente il ritorno in campo di Berlusconi. Chiedono al partito chiarezza ed un cambio positivo e fanno intuire che potrebbero costruire una propria corrente o partito. (tgcom24).
Ma perché, dopo avere di fatto bocciato nei primi giorni di dicembre l’operato del Governo tecnico dando inizio ad una crisi che ha portato Monti a dare le dimissioni, ora Berlusconi appoggerebbe volentieri la candidatura di Monti esortandolo ad unire tutti i moderati? Il Pdl dà nuovamente fiducia a Mario Monti? Il Pdl pensa che Monti smonterebbe ciò che il suo governo ha fatto finora, imu compresa?Oppure pensa che sia gestibile politicamente? Probabilmente è un puro calcolo politico. La figura di Mario Monti (nonostante le tasse) gode di consenso e potrebbe sul serio riunire tutti i moderati (quello che dovrebbe fare Renzi). E chi sale sulla zattera non affonda. Ma certamente c’è anche una ammirazione e condivisione per una figura della statura di Mario Monti. Bisogna vedere cosa vorrà fare Monti ed in che maniera e forma vorrà diventare politico e non più tecnico. Quale programma vorrà eventualmente proporre e quali alleanze prevede.
IL PD è la prima volta che ha i numeri per governare il Paese. E per costanza e comportamento se lo meriterebbe pure (opinione personale). Ma la governabilità è un’altra cosa. Bersani in questi giorni ha resa nota, successivamente ad una eventuale vittoria, l’intenzione di aprire verso il centro. Questo è un fatto di per sé positivo. Probabilmente si riferisce ad un dialogo costruttivo. Ma Casini e Vendola sono agli antipodi e non vedo come possano esserci dei punti in comune. Il PD rischia come tutti i grandi di essere ostaggio di un piccolo. Riguardo la eventuale scesa in campo di Monti è opinione del PD che essa sia fuori luogo (certamente non conveniente). Bersani ha una posizione più morbida, si dice non preoccupato delle decisioni di Monti, ed attende di conoscerle.
IL M5S continua nel suo percorso politico, con proposte, proteste, persone nuove nella politica, beghe interne, ed una veloce corsa per potersi presentare alle prossime elezioni politiche. Le potenzialità di risultato elettorale sono molte.
L’IDV cerca di leccarsi le ferite e di recuperare charme e terreno. Il 15/12/12 Di Pietro espone idee costruttive di rilancio del partito. Predispone le primarie on-line aprendo la porta a chiunque voglia partecipare con la propria candidatura dopo la selezione di un curriculum e di una lettera motivazionale. Fa mea culpa su alcune situazioni. Parla di rinnovamento del simbolo. Continua ad essere schierato contro la politica di Monti e non vede possibili alleanze con i moderati di centro.
RENZI in tutto questo marasma tace. Rimane fedele a Bersani ed al PD e non pensa a formare un proprio partito di sinistra. Dà però una chiara risposta negativa a Berlusconi. Berlusconi ha fatto intendere che per Renzi la porta era aperta (Renzi è un bocconcino succulento per tutti, ma indigesto a qualcuno).
Ciò che si dovrà evitare in politica in futuro è l’inutile e fazioso astio contrapposto, semplicemente distruttivo ed obsoleto, che non contempla il dialogo nel rispetto della propria ed altrui diversità, ma contempla solo gli interessi di parte e personali in una visione ottusa della realtà.
Importanza di stabilità politica e di continuità con il passato. Monti è una figura molto importante a livello italiano ed europeo, per il ruolo che ha rivestito in Italia ed in Europa nella gestione della crisi economica che ha colpito e che sta ancora colpendo l’occidente. Monti è la figura più indicata per fare il filo d’unione tra lo scenario politico attuale ed il prossimo. Questo non vuole dire che debba per forza nuovamente essere Presidente del Consiglio, ma che dovrà necessariamente rivestire un ruolo di rilievo ed importante a livello italiano e di relazione europea. Ad esempio Ministro degli Esteri, Ministro dell’economia, od il Quirinale. Se decidesse di entrare direttamente nella competizione politica per la prossima legislatura, come è probabile che sia (e ce lo svelerà nei prossimi giorni), potrebbe essere nuovamente Presidente del Consiglio.
Monti sarà appoggiato da Casini, Montezemolo, una parte del Pdl, e da chi crede nel suo programma e nella sua figura politica.
La verità dei programmi politici elettorali. I programmi politici saranno la vera prova della verità dei partiti. È delle intenzioni e dei contenuti di tali programmi che i partiti devono parlare in campagna elettorale, e non focalizzarsi sui gossip politici, sul toto-elettorale, o sul tormentone di cosa farà Monti o un’altra parte politica. L’importante è che queste intenzioni non siano solo specchietti per le allodole (volatile diurno), o meglio per gli allocchi (rapace notturno), ma che si traducano in realtà e che ci sia effettivamente nello scenario politico la presenza di una maggiore maturità politica comune a tutti.
Angela Pensword 16/12/12


venerdì 7 dicembre 2012

IL PDL TIRA LE REDINI A QUATTRO MESI DAL VOTO

Il 06/12/2012 è stata una giornata politica carica di scosse il cui assestamento ancora non è chiaro. Vi è la notizia che riguarda la revoca delle primarie del PDL indette per il 16/12/2012, vi è la notizia di poche ore precedenti del ritorno in campo di Berlusconi con evidenti ripercussioni interne ed estere, e vi è la nuova presa di posizione del PDL che toglie l’appoggio al governo Monti ed avvia una probabile crisi di Governo. Si tratta quindi di una giornata concitata politicamente le cui evoluzioni si vedranno nelle prossime ore e nei prossimo giorni.
Il 06/12/2012, dopo l’astensione del PDL nella votazione al Senato, il PDL si astiene anche alla camera, rendendo chiara la posizione di non volere continuare ad appoggiare il governo tecnico Monti. Il segretario Angelino Alfano, nella dichiarazione tenuta a fine giornata dopo il vertice del PDL svoltosi a Palazzo Grazioli, rende noto che dopo l’approvazione della Legge di stabilità prevista nei prossimi giorni il PDL potrebbe avviare un percorso di crisi del Governo. Ma anticipare solo di un paio di mesi le elezioni politiche, previste come scadenza naturale per aprile 2013, ha così senso? Il PDL ha per mesi appoggiato responsabilmente il governo tecnico internamente alla larga intesa dell’ABC (Alfano Bersani Casini). Per spiegare questo repentino cambio di rotta, che coincide con la decisione di Berlusconi di ridiscendere in campo e di riprendere in mano lo scettro di leader effettivo del PDL, si possono ipotizzare diverse motivazioni.
1)      Il PDL si è reso conto che la situazione economica è grave e giudica l’operato del governo Monti inadeguato. Vede l’avvicinarsi del !baratro e si appresta a fare qualche cosa per impedirlo. Già, ma che cosa? Quali sono i programmi? Come intende abbassare le tasse? E da dove intende unitamente recuperare i soldi? Come vuole impostare in futuro l’equilibrio tra l’Italia e l’Europa? Come pensa di impostare il sociale? Queste sono le domande alle quali dovrebbe rispondere il PDL prima di presentarsi al voto, e che dovrebbe per primo conoscere in maniera chiara esso stesso. In effetti sono le domande alle quali dovrebbe rispondere qualunque partito si appresti a presentarsi alle prossime elezioni politiche. Ed ancora: perché il PDL non si è reso conto dl baratro della crisi che stava arrivando quando stava al governo, minimizzando la gravità del problema, senza renderci partecipi e senza prendere provvedimenti preventivi?
2)      Forse si tratta solo di una campagna pubblicitaria del PDL in funzione delle prossime elezioni politiche, che cavalca l’attuale scontento economico e fiscale della popolazione.
3)      Pare che la decisione del PDL di astenersi dal voto al Senato sull’approvazione del Decreto Sviluppo sia conseguente alla considerazione del giorno prima del Ministro Passera il quale vede negativamente da un punto di vista politico ed economico il ritorno in campo di Berlusconi. Mi rendo conto che sentirsi dire la verità dia fastidio, ma cambiare rotta per semplice ritorsione sarebbe assurdo. Astenersi o non approvare un decreto per motivi ideologici, perché non lo si condivide o perché lo si reputa sbagliato, ha un senso ed è legittimo. Astenersi o non approvare un decreto per ripicca non ha senso, e sarebbe espressione di una mentalità politica immatura. Non penso che il PDL si sia mosso per ripicca. È più probabile che si sia trattato di un colpo di reni, di un guizzo di vita (apparente) per dimostrare che si esiste in previsione delle prossime elezioni politiche.
Bisogna fare ulteriori considerazioni sulle prossime elezioni: ma i partiti si sono resi conto del perché l’Italia è arrivata così cagionevole alla crisi? Hanno cambiato alcune loro mentalità di strategia politica nella impostazione e nella gestione del Paese? Hanno modificato la mentalità politica nel relazionarsi tra loro che troppo spesso si è espressa nell’ostruzionismo distruttivo, nella non obiettività, nel non dialogo costruttivo, nella lotta di potere per interessi di parte e personali? Si ha la consapevolezza di fare parte, pur rispettando le diversità altrui e difendendo le proprie, di una unica squadra? La classe politica la smetterà di trovarsi d’accordo quando si tratta di tutelare e aumentare i propri privilegi? Si troverà d’accordo anche nel tutelare e migliorare i privilegi ed i diritti dei cittadini? Si ha l’intenzione di portare sul serio nuova e sana linfa politica? La classe politica e la politica italiana sono sul serio maturate?-
Il ritorno in campo di Berlusconi, in contrapposizione a Bersani, potrebbe farci ripiombare nei lati peggiori del bipolarismo. Ma dato che tutti i partiti classici non godono di share in questo momento, di gradimento da parte della popolazione, è probabile, ed è anche sperabile, che un nuovo movimento, un nuovo partito prenda il sopravvento sui partiti tradizionali facendo da cuscinetto tra loro, e chissà, magari anche governando bene.
Angela Pensword   07/12/2012


PRIMARIE PDL: FALSO ALLARME.

06/12/2012 La notizia è ufficiale: le primarie del PDL non ci saranno Il segretario Angelino Alfano lo ha comunicato in serata al termine del vertice del PDL. La motivazione di tale dietro-front è il dietro-front di Silvio Berlusconi riguardo la propria decisione di lasciare lo scettro del partito.
Per molti politici del PDL la nuova scesa in campo di Silvio Berlusconi toglie legittimità allo svolgersi delle primarie interne al partito in quanto non viene presa in considerazione la possibilità di un leader di partito differente da Berlusconi stesso Tale punto di vista può ovviamente non essere condiviso, ma resta il fatto che orami la decisione è presa. In effetti ci si potrebbe domandare il perché non siano state pensate delle primarie interne al PDL che prevedessero anche la partecipazione di Berlusconi e nelle quali avrebbe potuto vincere il migliore, o comunque il più democraticamente votato. In genere quando un partito, od un movimento, si identifica solo nella identità di una persona, quel partito manca di una propria identità. Questo ovviamente è falso per un partito come il PDL, ma è un qualcosa sul quale il PDL in futuro dovrà lavorare. Esattamente sui programmi, sulla propria identità e personalità, e sulla valorizzazione dei propri esponenti.
Per altri politici del PDL, soprattutto per coloro che credevano nella utilità delle primarie e nell’effetto benefico che esse avrebbero potuto portare al PDL, coloro che si erano già impegnati con il proprio lavoro ed il proprio tempo nella partecipazione ad esse, tale dietro-front sulle primarie viene visto in modo deludente e destabilizzante per il partito stesso. Non tutti, internamente ed esternamente al PDL, credono che la scelta di Berlusconi di ridiscendere in campo sia la scelta politicamente migliore per il PDL .
Inoltre il continuo tira e molla da parte di Berlusconi sulla sua eventuale ridiscesa in campo è stato abbastanza stressante sia per gli elettori e sia per i collaboratori. Nei prossimi giorni si vedrà chi e quanti del PDL seguiranno fino in fondo tali nuove direttive e le nuove impostazioni del partito, o se ci saranno delle scissioni.
Angela Pensword 06/12/2012

sabato 1 dicembre 2012

LA PALESTINA VIENE AMMESSA ALL’ONU COME STATO OSSERVATORE

In questi ultimi giorni sono successe molte cose importanti. La più importante, a livello internazionale, è senza dubbio l’entrata della Palestina nell’ONU come osservatore. È un primo concreto passo nel percorso di pace.
È un primo passo anche per il riconoscimento a tutti gli effetti a livello internazionale dello Stato della Palestina. Per la Palestina è un importante e giusto successo. La votazione si è svolta il 29/11/2012 a New York in sede di Assemblea delle Nazioni Unite.
Italia Spagna e Francia sono favorevoli all’entrata della Palestina nell’ONU. Germania e Gran Bretagna si astengono dalla votazione. Israele e gli Stati Uniti d’America sono contrari. Gli USA minacciano la ritorsione tramite la chiusura dei sovvenzionamenti alle Organizzazioni come avvenuto quando la Palestina è stata ammessa nell’UNESCO. Poi gli USA si correggono evidenziando che pur non condividendo tale novità non boicotteranno la decisione ONU (fonte Tgcom24).
Per gli Stati che si esprimono favorevolmente a tale ammissione si tratta di un percorso giusto ed inevitabile, ed anche un modo per smorzare gli estremismi palestinesi che sfociano in atti terroristici.
ABU MAZEN nel proprio discorso parla dei diritti internazionali del popolo palestinese. Spera in risoluzioni ONU che salvaguardino la pace. Vede l’entrata della Palestina nell’ONU ed riconoscimento a livello internazionale dello Stato della Palestina come una ultima possibilità per una pacifica convivenza tra il popolo israeliano ed il popolo palestinese.
Gli attriti tra i due popoli, e le recriminazioni reciproche, sono note al mondo, e si trascinano da troppi anni sfociando in veloci raid ed attentati, costituendo una costante minaccia come detonatore nella polveriera mediorientale. Raggiungere una situazione reale di pace, e pretendere che essa venga mantenuta, è una situazione che produrrebbe un giovamento anche a livello internazionale.
Israele si dice delusa dal risultato e dalla votazione italiana. Ma il Presidente del Consiglio Mario Monti ha evidenziato come tale decisione non pregiudica i buoni e sereni rapporti esistenti tra i nostri due Stati.
Finalmente l’Italia si è svincolata da una mentalità estera bloccata nelle proprie consuetudini di pensiero. Bisogna dare atto a Mario Monti di avere dimostrato che l’Italia ha una spina dorsale ed una propria autonomia decisionale in campo estero, ed una propria personalità non troppo condizionabile, senza proseguire su di una strada che per molti poteva essere scontata.
I commenti della politica italiana al voto espresso dall’Italia in sede ONU evidenziano non tanto una contrarietà al risultato ottenuto, ma un disappunto per una mancata preventiva consultazione (con relativa impossibilità di condizionarne diversamente il risultato). Forse tale disappunto testimonia una non condivisione di come si è espresso il Governo tecnico in tale sede. Ma se il Parlamento non è capace di prendere nessuna decisione, e lo si vede anche quotidianamente (sono mesi che aspettiamo una nuova legge elettorale e le riforme strutturali), come può essere capace di prendere una decisione sensata a livello di politica estera? Certo, tale incapacità non è un motivo per non tenere conto del volere dei parlamentari. Ma il Governo Tecnico Monti, per sua esistenza e per propria funzione, non è interdetto dal prendere questo tipo di decisioni.
Gli USA vedono questa ammissione della Palestina come Stato osservatore in ONU come un ostacolo alla pace (tgcom24). Ma in realtà, contrariamente a tale visione pessimistica, tale riconoscimento ONU alla Palestina rappresenta un vero primo passo per un dialogo di pace. Un dialogo presuppone un doppio confronto, obiettivo e sensato. La pace tra due popoli va ricercata da entrambi per essere trovata. Questo vale per la Palestina ma vale anche per Israele. A livello internazionale si dovrà tenere conto anche delle motivazioni della Palestina, e non solo di quelle di Israele, ponendo il confronto su di un piano più paritario e con più possibilità di intesa.
A conclusione della votazione la Palestina viene ammessa come Stato “osservatore” in ONU con 138 voti favorevoli, 9 contrari, e 41 astenuti. Si tratta di una giornata di importanza storica.
Ora starà all’ONU gestire positivamente questa situazione difficile e questa possibilità di pace, con equità e giustizia.
Angela Pensword  30/11/2012

Il maltempo sta flagellando l’Italia.

Sono giorni che l’Italia è colpita da un forte maltempo, con grandi piogge e bombe d’acqua che creano gravi situazioni di alluvioni, e venti forti che stranamente durano giorni. È un forte vortice depressionario, un tornado in fase embrionale dilatato su tutta Italia. Un Tornado vero si è purtroppo formato, uno come quelli che colpiscono l’America, di categoria F2, ed ha colpito la già sfortunata città di Taranto con conseguenze tragiche di un morto, oltre a molti danni. La Toscana è per la seconda volta in un mese sotto l’acqua ed il fango, con conseguenti danni materiali alle case, alla economia, all’agricoltura, ed agli animali di allevamento. Ma il maltempo coinvolge anche altre parti del mondo. Basta vedere le immagini passate in televisione relative al Galles.
Il fatto è che il clima sta cambiando, anzi è già cambiato e sta continuando in questo suo repentino mutamento, e senza entrare nel merito del perché ciò stia avvenendo, in futuro dovremmo tenerne conto e aspettarci eventi come quelli che ultimamente ci stanno sorprendendo. Tenerne conto vuole dire fare anche quelle manutenzioni del territorio necessarie alla prevenzione dei disastri, quindi effettuare quelle opere che permettano al territorio di assorbire l’onda d’urto di un evento climatico estremo. Ciò presuppone inevitabilmente una buona gestione e pianificazione del territorio a livello politico. Vorrebbe dire anche non dare più permessi di costruire in zone che in futuro potrebbero essere pericolose. L’adattabilità di una specie al cambiamento climatico o in genere al mutamento del proprio habitat è da sempre la carta vincente per la sopravvivenza della specie, unitamente alla evoluzione fisica ed intellettiva. Questo non vuole dire che l’uomo deve abituarsi a vivere sotto la pioggia o dentro al fango, ma nel nostro caso vuole dire che bisognerà impostare diversamente la società in alcune situazioni. Ad esempio sarebbe utile pensare di costruire le centraline e le centrali elettriche non in posti bassi vicini a torrenti ma su colline o comunque su di un supporto che le protegga dalle alluvioni. Sarebbe anche importante non autorizzare l’edificabilità di costruzioni con seminterrati nelle zone soggette ad alluvioni, che possono diventare come trappole per topi. Inoltre per ciò che compete le cause umane sul cambiamento climatico, quindi emissioni nocive ed altro, sarebbe il caso che l’uomo modificasse globalmente le proprie pessime ed egoistiche abitudini più velocemente. Forse l’uomo si scorda che è etico e necessario vivere in equilibrio con la Terra. Il brutto è che poi è la Terra stessa a ricordarcelo.
Angela Pensword    30/11/2012