sabato 30 marzo 2013

Banche: la UE fissa un tetto ai super-bonus dei mega dirigenti.


La UE fissa un tetto massimo ai super-bonus dei top manager bancari. … Era ora! Questa nuova norma riguarderà solo i bonus, non gli stipendi o le buone uscite. Tali bonus non dovranno superare l’importo doppio dello stipendio. Finalmente si sta mettendo mano ad una impostazione che non aveva un limite e che spronava al guadagno ad ogni costo. Ma la cosa più importante è che tale cambio di impostazione corrisponde ad una nuova visuale della economia. Pian piano si sta arrivando alla futura economia moderna, che non prevede il guadagno ad ogni costo e che sarà più etica, al contrario della attuale economia contemporanea la quale si è rivelata un boomerang. Un’economia che punta solo al guadagno ad ogni costo escludendo anche altri valori non è una economia sostenibile né per l’uomo. né per l’ambiente, e né per l’economia stessa. Questa iniziativa europea è anche l’esempio che le crisi hanno il loro rovescio della medaglia, il loro lato positivo, in quanto spingono l’uomo e la società a migliorare.
Per riferimento ed approfondimento:
su Virgilio economia del 27/03/2013 di A.D.M.
del 12/01/2012 (sul mio Blog). 
del 23/05/2012 (sul mio blog).
Ricapitalizzare le banche?  
del 27/10/2011 (sul mio Blog). 

Angela Pensword 30/03/2013 


giovedì 28 marzo 2013

POLITICA: SONO TUTTI PAZZI! … E LA LEGISLATURA NON PARTE


I partiti politici sono tutti arroccati nelle loro posizioni, e tutti insieme, forze vecchie e nuove, andranno a sbattere contro un muro frantumandosi,  portando a sbattere anche l’Italia, ossia tutti noi.

M5S è blindato nelle sue posizioni di non appoggiare qualunque governo politico o partito politico precedente, indipendentemente dalle proposte avanzate da quest’ultimo per la formazione di un Governo.
Il PD rimane chiuso verso la proposta del Pdl di un Presidente della Repubblica moderato super partes, ed esclude la possibilità di ogni tipo di governissimo.
La Lista Monti è per se stessa troppo ancorata alle riforme europee.
Il PDL cerca di ottenere il più possibile dal risultato politico positivo che ha ottenuto.

PD. Se il Pdl si accontenta solo di scegliere un Presidente della Repubblica moderato super partes, di garanzia per tutti,  senza chiedere altro in cambio per dare la fiducia, la proposta del PDL è da prendere al volo. Una figura di Presidente della Repubblica con tali caratteristiche è una garanzia per tutti i partiti politici. Del resto sono proprio quelle le caratteristiche che un Presidente della Repubblica dovrebbe avere. E la splendida figura di Giorgio Napolitano, che tutti vorrebbero riconfermato, ne è stata l’espressione. Bersani, invece di dire “Sul Colle non tratto” dovrebbe dire “.Scegliamolo insieme un Presidente moderato”. L’ottusità al riguardo potrebbe essere il secondo errore di Bersani a livello di strategia politica. Riguardo al non volere formare un governassimo precostituito invece ha ragione. Non vi sono le condizioni e le intese sui punti in comune si possono trovare successivamente alla fiducia.    
PDL. Il Pdl vuole essere maggiormente ascoltato e rivendica un ruolo moderato per il Presidente della Repubblica. Il diritto ad avere un ruolo attivo nella gestione del governo successivamente alla fiducia lo dà al Pdl, come a M5S, il risultato stesso delle elezioni. Tale risultato è più simile ad un proporzionale che ad un maggioritario, e quindi tutte le forze politiche dovranno essere ascoltate nel governare il Paese.
La Lista Monti ha nel suo interno persone dotate di equilibrio e senso di responsabilità. Ora hanno la possibilità di dimostrarlo ulteriormente.   .   
M5S. L’atteggiamento ostruzionista del M5S ha un valore distruttivo. Stare fuori dai vecchi partiti ha un senso, ma stare fuori dalle istituzioni non ha senso. Ed impedire a priori la nascita di una legislatura vuole dire volere stare fuori dalle istituzioni. Se per distruggere i vecchi politici e la vecchia politica (obiettivo legittimo e condivisibile) Grillo arriva a distruggere anche le istituzioni e la possibilità di una Legislatura positiva e necessaria per l’Italia (modalità illegittima e discutibile), sbaglia,  a meno che ciò che si vuole non è il cambiamento ma il caos. M5S ha ragione nel dire che senza il movimento la classe politica vecchia non avrebbe iniziato a parlare di cambiamento e a modificare alcuni comportamenti consolidati. Come ha ragione nel dire che i grillini sono il risultato contro gli ultimi 20 anni di gestione politica. Anzi, io aggiungerei più anni fino ad arrivare a 40..Ma ora è il momento di fare. E si può fare se esiste una Legislatura al cui interno ci sia collaborazione. L’avere un atteggiamento troppo assolutista non permette alla Legislatura di partire, mentre M5S dovrebbe portare avanti le proprie iniziative e continuare a spronare i partiti nel proprio percorso di rinnovamento. L’atteggiamento assolutista di M5S, il quale in questa particolare situazione italiana di difficoltà e con questo risultato politico, vorrebbe solo un Governo M5S, non è un atteggiamento democratico.  E potrebbe portare M5S a perdere grande .parte del proprio elettorato. Escludere a priori di dare la fiducia ad un Governo politico che dimostri di avere la volontà di fare e con il quale si hanno dei punti in comune,  corrisponde a sbattere la porta in faccia a tutta l’Italia.  

Bisogna considerare anche la situazione nella quale versa oggi l’Italia . E l’Italia non si può permettere di non avere entro Pasqua un Governo che inizia a lavorare bene. Non è solo una questione di stabilità interna ed europea, ma le problematiche sociali ed economiche interne che necessitano di una immediata soluzione sono troppo importanti. Quando la classe politica  non è in grado di prendersi le proprie responsabilità e di governare, in una situazione di crisi economica e disagio sociale come quella attuale italiana, si verificano le condizioni per arrivare ad una guerra civile o ad una dittatura. 


Qui non si tratta di dare la fiducia incondizionata ad un Governo politico o ad un partito politico. Qui si tratta di dare a questa Legislatura la possibilità di partire. Poi sarà inevitabile governare insieme, anche perché non esiste una maggioranza schiacciante in un bipolarismo, ma tre forze politiche forti ed una un po’ più piccola. Questa Legislatura può essere veramente la possibilità per la Politica (intesa con la P maiuscola) di fare un Governo di dialogo costruttivo tra le varie parti politiche, impostato sulla maturità politica e fuori dalla prepotenza del bipolarismo. Ma senza la capacità di dialogo interno alla democrazia una politica italiana matura non è possibile

Chi non vota la fiducia, fa un attentato all’Italia ed al popolo italiano che si è espresso nelle votazioni premiando con tali proporzioni le rispettive forze politiche.
Speriamo che i partiti politici, tutti, ritrovino la ragione … o che la ragione ritrovi loro!
Angela Pensword 28/03/2013


lunedì 25 marzo 2013

EUROPA: ECONOMIA INTERNA


L’Europa dovrebbe migliorare subito i propri limiti economici di impostazione. Ad esempio bisognerebbe abolire da subito l’assurda imposizione economica del limite di produzione delle quote latte, e di tutti gli altri prodotti alimentari, compresa la lunghezza delle zucchine. Non solo l’Italia ne è penalizzata, ma anche gli altri Paesi europei. Il libero mercato e la libera concorrenza creano prezzi e prodotti. L’Italia ha per caratteristiche geografiche e climatiche una grande potenzialità nel settore agricolo, ad oggi non ben utilizzato a causa di una abortita strategia agricola interna nazionale. Senza considerare il nome e la fama che il made in Italy ha nel mondo. Ma ogni Paese europeo ha le proprie caratteristiche e predisposizioni produttive.
Noi europei oggi ci troviamo nella assurda situazione, e contraddizione, di essere bloccati nei vincoli interni di produzione ma di prendere poi prodotti di ogni genere (i prodotti che entrano in Europa già da tempo devono essere conformi alle normative CEE) provenienti dai Paesi emergenti economicamente. Per certi versi siamo noi che li rendiamo emergenti, perché noi ci zavorriamo di veti e limiti fino ad affondare. I veti ed i limiti devono certamente esistere sia in produzione europea e sia in importazione dei prodotti alimentari extraeuropei, ma devono essere riferiti alla qualità dei prodotti, ai processi di produzione, ed alla tutela della salute dei consumatori. Non in quote prestabilite di produzione per ogni Paese europeo. È come se ci fossimo tagliati gli attributi da soli!
L’Europa deve puntare maggiormente alla esportazione, e per puntare alla esportazione non può continuare ad avere una economia agricola interna ingessata in vincoli reciproci come è impostata ora.
L’economia e la produttività non riguardano solo il settore agricolo ma anche quello industriale Per economia si intende lavoro, produzione, ricchezza e benessere. La futura economia moderna non dovrà prescindere dai due principi fondamentali e prioritari di eco-sostenibilità e di tutela ambientale, unitamente ai principi di tutela del lavoratore e della qualità del lavoro. Chi pensa che la produzione e la ripresa economica europea legittimano il passare sopra a tali principi fondamentali di civiltà sbaglia. Il boomerang di una economia contemporanea esasperata e virtuale ce lo abbiamo proprio ora sula collo. Ma la concorrenza globale è spietata. Questo sarà un grave dilemma che l’Europa dovrà affrontare per tenere il passo con le economie emergenti. La risposta a tale dilemma spero sarà la più civile e la più etica. I costi di produzione non sono formati solo dal costo del lavoro. Un primo passo importante sarebbe quello di raggiungere il più possibile l’indipendenza energetica. Questo vale per l’Europa, ma ancora prima per ogni Paese che vi fa parte. Le energie alternative eco-sostenibili dovranno essere maggiormente sviluppate (già sono incentivate da tempo con sovvenzionamenti europei). La green economy può diventare, oltre ad una necessità che crea posti di lavoro, una  impostazione europea. 
Nel risolvere la crisi economica che la sta colpendo, le cui cause sono sia interne europee e sia internazionali, l’Europa si focalizza solo sui singoli Stati senza attuare modifiche strutturali europee. Essa è impegnata a rincorrere i pareggi di bilanci dei vari Paesi (è vero che vi sono Paesi che devono imparare a gestirsi meglio) ed aiuta i Paesi europei in difficoltà, ma se contemporaneamente non modifica le proprie carenze interne, nel settore economico produttivo, nel settore bancario, e nel settore finanziario, agisce solo per metà del problema, e tra un po’ non ci sarà più niente da salvare.
Qualunque cosa, od essere vivente, che non ha la capacità di evolversi … si estingue.  E talvolta anche l’estinzione rientra nella evoluzione (sperando che non sia questo il caso dell’Europa).
Angela Pensword 25/03/2013 

lunedì 18 marzo 2013

BERSANI E ALFANO: UN RAGGIO DI LUCE


Nella giornata del 17/03/2013 il segretario PDL Angelino Alfano ha offerto a Bersani un’apertura sulla fiducia ad un Governo Bersani se il centrosinistra venisse incontro ad una candidatura al Quirinale per un esponente moderato. Bersani ha rifiutato nettamente tale possibilità. Penso che Bersani debba rinsavire ed accettare subito una proposta del genere. Bersani non ha i numeri per darsi la fiducia da solo, e certamente non avrà l’appoggio di M5S. Anche se in base al nuovo look politico Bersani non vuole dare adito a compromessi ed inciuci, il sistema richiede la fiducia al Governo nascente per fare partire la legislatura. Aspettarsi un appoggio per senso di responsabilità da parte del PDL senza niente in cambio non è probabile. Inoltre si potrebbe individuare una personalità moderata valida e super partes capace di ricoprire con competenza il ruolo al Quirinale. Se non accetta tale proposta, per di più anche ragionevole, penso sia probabile che Bersani e l’attuale legislatura embrionale si sfrangeranno insieme sullo scoglio.
Angela Pensword 17/03/2013


POLITICA: EMPASSE POST ELETTORALE


La situazione politica post elettorale è in una difficile situazione di empasse riguardo la formazione di un Governo e l’avvio della Legislatura. Tutti dicono che vogliono fare il bene per il Paese e migliorarlo dove è necessario con le riforme. Tutti dicono di essere democratici ed aperti a proposte valide. Tutti dicono di volere dialogare ma fanno finta di dialogare. Tutti invece rimangono arroccati nelle proprie posizioni e metodi. L’unica cosa che c’è da capire è che questa Legislatura deve partire, e subito. Cercando anche di farla funzionare. Se poi non funzionerà allora si tornerà alle urne, e si spera solo per motivi legittimi e non solo per puri interessi di convenienza di parte.
Vedrò di essere ancora più chiara: le alleanze non servono e sono vincolanti. Dato che ci sono diversi punti in comune tra le varie parti, e diverse cose necessarie da fare, iniziamo finalmente a dialogare costruttivamente ed a governare insieme tra le varie forze. Di questo ha bisogno il Paese. Poi di volta in volta ogni forza, ed ogni rappresentante, esprimerà la propria convinzione e voterà liberamente. Questa è democrazia. E questa è libera maggioranza che si forma di volta in volta. La politica continua ad essere incartata nella ricerca di alleanze rincorrendo le larghe intese. Ma il modo di fare le larghe intese è proprio quello di non fare alleanze od accordi a priori. Chi non dà la possibilità a questa Legislatura di partire e di lavorare serenamente fa un grande torto all’Italia ed alle istituzioni, e tradisce sul serio gli elettori che hanno dato la loro fiducia a persone che reputano (o reputavano) in grado di governare.
Angela Pensword 17/03/2013 

M5S: GLI ENIGMATICI ATTEGGIAMENTI DEL MOVIMENTO


Perché M5S non ha mai voluto trovar un accordo di Governo con il PD? E soprattutto perché in fase di votazione finale per eleggere il Presidente del Senato, una volta che il proprio candidato era stato eliminato, hanno deciso di votare scheda bianca? E il diktat su come votare ed il discorso di trasparenza delle votazioni come si possono intendere?
La risposta alla prima domanda è abbastanza semplice. Probabilmente si tratta di una scelta politica. Esattamente la stessa in base alla quale il pd non ha voluto trovare un accordo di Governo con il Pdl. Oppure c’è di più. Forse è un modo per scardinare il sistema direttamente ed a priori, senza provare nemmeno a governare ed a fare qualche cosa in questo momento difficile per il Paese. L’appello degli intellettuali avvenuto pochi giorni fa riguardo la ricerca di un dialogo più costruttivo per la formazione di un Governo dovrebbe far riflettere un po’. Ma mentre la scelta di non trovare accordi di Governo con le altre forze politiche si può anche capire, la scelta di boicottare a priori una persona valida solo perché non appartenente a M5S in fase di formazione di Legislatura non ha giustificazione.
In sede di elezione del Presidente del Senato, nel ballottaggio tra Piero Grasso e Schifani, M5S dà direttive di non appoggiare il candidato del PD e di fornire scheda bianca. Contrariamente alle direttive M5S alcuni senatori grillini hanno appoggiato la candidatura di Piero Grasso, per motivi validi e non trascurabili. Tale atteggiamento è stato bocciato da Grillo. Nel Blog Grillo accusa i disertori di avere tradito gli elettori e i dettami del movimento e parla della necessità di trasparenza sul voto. Ma tradito cosa? Un diktat dei vertici M5S o gli elettori? Non è che invece molti elettori si sentono traditi da un atteggiamento ottuso troppo ostruzionista?
Trasparenza sul voto? Il voto è segreto proprio per potere esprimere il proprio giudizio e parere in coscienza e serenità, e per evitare ritorsioni da parte di chi si arroga il diritto di decidere come gli altri devono votare. Il voto segreto è una tutela della libertà di espressione. Potrebbe essere sempre trasparente se il controllo arbitrario e la ritorsione non facessero parte dei difetti umani. Poiché non è così, il voto deve essere segreto. La trasparenza del voto può essere un modo negativo per controllare la scelta del voto. Questo non lo dico io, ma è risaputo, ed è per proprio per questo motivo che il voto nelle elezioni politiche è segreto, come lo è nelle istituzioni. Se poi qualche movimento o partito nel proprio interno si vuole fare le regole per conto proprio può fare quello che vuole. L’importante è votare sempre in coscienza ed in buona fede, ed avere la possibilità di farlo con tale serenità.
Cosa c’è di tanto terribile nell’avere votato una persona che si ritiene valida per l’incarico che andrà a ricoprire? Penso che lo spirito critico sia sempre importante, in qualunque settore ed in qualunque appartenenza. Rientra nella capacità di sapere usare la propria testa coscientemente e con giudizio. Non ci si può sentire sbagliati o colpevolizzati se si fa un qualcosa di lecito che si ritiene fortemente positivo (e che lo è effettivamente) ma contrario ad una direttiva che non si condivide. È una lesione della libertà umana. E nel caso della politica è un limite “di parte”. Il “limite di parte” è uno di quei difetti della politica che ci ha portato dove siamo ora.
Nel caso specifico, come ha detto lo stesso Crini, qualcuno ha votato secondo coscienza, e questo non può essere una colpa. Inoltre quando si dà mandato di rappresentanza a qualcuno gli si deve dare fiducia di giudizio ed autonomia, a meno che non le si reputi persone incapaci di intendere e di volere. C’è chi si fa trattare come una testa di legno, chi lo è veramente, e chi fa finta di esserlo.
Il discorso è questo: quando una persona è valida, dotata di spirito critico e buon senso, competente ed intelligente, ed obiettiva nel proporre e nell’ascoltare (si dice anche elasticità mentale), essa va appoggiata o votata anche se non appartiene al proprio partito o schieramento. Non si parlava di meritocrazia per scegliere meglio chi deve gestire il potere, il sociale, le istituzioni? Non si parlava di competenza? Ed ancora: Non è M5S che ha detto di essere contrario ad ogni accordo od alleanza precostituita ma favorevole alle idee che si condividono? E questo non vale anche per le persone?
O forse è la legislatura che non vogliono fare partire per tornare ad elezioni per prendere ancora più voti? Ma se continuano a fare muro distruttivo invece di costruire e di fare in modo che gli altri costruiscano bene sono poi sicuri di ottenere più voti? (Senza contare gli scenari che cambiano!) Per avere più voti gli elettori vanno aumentati, non vanno persi.
Se Grillo e Casaleggio non ammorbidiscono il loro atteggiamento democratico interno corrono il rischio non solo di perdere rappresentanti, ma di perdere elettori, soprattutto elettori moderati, e di rimanere solo con le frange estreme. Quindi Grillo dovrebbe chiarire quali sono veramente gli atteggiamenti interni del movimento, e soprattutto con che mentalità nuova il movimento si pone nella interazione tra le forze politiche. Ora come ora sembra un atteggiamento di blocco totale distruttivo, anche se ci dovessero essere serie intenzioni di dialogare costruttivamente da parte delle altre forze politiche. Ma è questa la strada giusta per il Paese in questo momento? E se venisse individuato un candidato al Quirinale estraneo alla politica e papabile per M5S, M5S lo voterà o darà direttive di comportarsi come per Grasso? E la coscienza individuale dei grillini eletti cosa farà nel caso? L’atteggiamento di non appoggiare un candidato valido che non appartiene al proprio partito rappresenta una delle più vecchie modalità ottuse di fare politica, contro le quali mi sembrava che M5S si opponeva. Evidentemente avevo capito male.
Nel M5S c’è molta brava gente che ha voglia di fare qualcosa di buono. In Sicilia ad esempio si è già ottenuto tanto. Sarebbe un peccato se tale energia venisse vanificata dai capi stessi di M5S. M5S ha avuto il grande merito, insieme alla crisi ed agli elettori che non hanno più votato i partiti classici, di costringere i partiti classici a fare una grande opera di rinnovamento di persone ed a mettere in discussione i propri atteggiamenti consolidati. Anche se c’è ancora molto da fare al riguardo. In pratica li ha costretti a migliorare per non perdere del tutto il potere e gli elettori. Ma M5S ora non deve fare l’errore della politica classica, che è rimasta per anni incastrata nei propri limiti di parte o nell’ostruzionismo, entrambi atteggiamenti distruttivi, come abbiamo visto, per l’Italia.
Se M5S ha delle proposte per migliorare il nostro Paese (e ce l’ha), a maggiore ragione deve fare partire questa legislatura, per poterle portare avanti. M5S in questa legislazione ha la possibilità di tenere i vari partiti sotto scacco, e di spingerli verso la prosecuzione di un rinnovamento. Ma se M5S non accetta il dialogo costruttivo in tale processo positivo, osteggiando a priori la legislatura, passa dalla parte del torto, e questo inevitabilmente gli si ritorcerà contro. Inoltre i cittadini hanno bisogno di vedere sul campo come si comportano le varie forze politiche ora in parte riformate, e le forze politiche nuove, in modo da potersi meglio regolare nelle prossime elezioni. La vecchia politica si combatte sul campo e governando, non impedendo alla politica di fare le sue belle e brutte figure.
Ci sono casi in cui bisogna fare squadra od essere di parte, ma non era questo il caso della ultima votazione al Senato. Avere preso la decisione di non appoggiare a priori un candidato alla presidenza del Senato anche nel caso lo si ritenesse una persona valida (indipendentemente se di centrosinistra o se di centrodestra) lo ritengo, da parte di M5S e di chi ragiona in tale modo (ossia tutti i partiti classici) un atto di ostruzionismo al sorgere della nuova Legislatura. Il semplice ostruzionismo è un atteggiamento retrogrado che un movimento innovatore come M5S non si può permettere. Delle volte essere troppo rigidi nei propri schemi è un limite. Certo è vero siamo umani, e per questo possiamo anche sbagliare nei nostri giudizi e nelle nostre valutazioni, e proprio per questo motivo spesso sbagliano anche i capi.
Angela Pensword 17/03/2013 

Oggi è il 152esimo compleanno d’Italia


Oggi, 17/03/2013, è la ricorrenza della nascita dell’Italia. Napolitano continua instancabilmente ad esortare all’unità, rivolta in questo particolare momento di difficoltà nazionale e di empasse politica, proprio alla classe politica. Come al solito Napolitano ha fatto un discorso splendido, di buon senso e super partes. E come al solito non viene ascoltato dalle parti politiche.
17/03/2013 Angela Pensword 

POLITICA: FUMATA BIANCA PER CAMERA E SENATO


La giornata del 16/03/2013 è stata produttiva per la prosecuzione dell’avvio della XVII Legislatura.
In mattinata è stata eletta Presidente della Camera con 327 voti Laura Boldrini, deputata di SEL, ex portavoce dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati Politici. Il nome di Laura Boldrini era stato indicato dallo schieramento di centrosinistra solo nelle ultime ore, nel tentativo di trovare una più ampia convergenza anche dalle altre forze. La convergenza non c’è stata, ma Laura Boldrini è stata eletta. Ciò è avvenuto abbastanza facilmente perché alla Camera lo schieramento di centrosinistra, schieramento vincente alle ultime politiche, ha la maggioranza assoluta.
Nel pomeriggio è stato eletto Presidente del Senato con 137 voti Piero Grasso, ex magistrato e procuratore antimafia, appartenente al PD, in contrapposizione nel ballottaggio al candidato del centrodestra Schifani. M5S e Scelta Civica Monti hanno optato la linea della scheda bianca.
Mercoledì inizieranno le consultazioni per la formazione del Governo. Speriamo che proceda tutto per il meglio e che questa Legislatura riesca a partire.
Angela Pensword 16/03/2013 

Fantapolitica su di un ipotetico scenario preelettorale


In questo caos post elettorale che senso avrebbe andare ad elezioni ora per avere un risultato uguale? È vero anche che prima di esse alcuni scenari potrebbero cambiare. Si potrebbe presentare Renzi il quale potrebbe neutralizzare una parte del PDL. Monti potrebbe decidere di non ripresentarsi avvantaggiando lo stesso Renzi Ma a questo punto che cosa si avrebbe? Una sinistra a sé, un PD mozzato, un M5S leggermente ridimensionato, un Renzi centrista, un PDL ridimensionato, ed una destra satellite? Se Renzi rimanesse nel PD (come ha intenzione di fare) avremmo un M5S a sinistra, un centrosinistra più forte, un PDL con il centrodestra probabilmente ridimensionato. Quindi ci sarebbero due blocchi grandi (M5S e centrosinistra) ed uno leggermente più piccolo (centrodestra). A meno che nel centrodestra non ci siano ulteriori spaccature, che però avrebbero il risultato di indebolirlo ulteriormente. Per chi vince le prossime politiche non conviene cambiare la attuale legge elettorale in quanto, soprattutto quando si è in due, chi vince si prende il premio di maggioranza ed ha più potere, ed offre più governabilità. Ma la legge elettorale si è dimostrata per quello che è (Porcellum). In attesa di una nuova Legge elettorale, e delle prossime elezioni politiche (che probabilmente saranno a breve), non ci resta che aspettare per vedere come le varie forze politiche e fazioni di esse si disporranno nella scacchiera della futura scena politica preelettorale.
Angela Pensword 13/03/2013 

La situazione politica italiana è sempre più complicata


13/03/2013.. La situazione italiana è sempre più complicata nel proprio quadro politico post elettorale. Dopo più di due settimane dal voto ancora non si sono trovati gli equilibri giusti per definire un governo. Intanto i mercati ci chiedono chiarezza, lo spread è risalito, e nei giorni scorsi l’agenzia di rating Fitch ha declassato l’Italia a BBB+ in un livello di investimento “lower medium grade” Ma a parte i mercati, è l’Italia per prima ad avere bisogno di un Governo che inizi a governare. Le decisioni da prendere per migliorare il nostro Paese sono molte, e le problematiche che si potrebbero presentare a breve al nostro Governo in ambito internazionale, in un periodo così caotico e carico di tensioni mondiali, potrebbero porsi a breve.
Lo stallo politico nel quale ci troviamo deriva dal risultato delle scorse elezioni. Tale risultato ha spezzato la rassicurante presenza del bipolarismo e pone le forze politiche in un terreno sul quale non sono abituate a camminare, anche per la nascita della Legislatura. L’espressione degli elettori alle scorse elezioni ha evidenziato tre grandi forze politiche: PD, PDL, M5S, ed una un po’ più piccola la Lista Civica di Monti. M5S non è disposto a nessuna forma di appoggio od accordo ad un governo politico. mentre dialogare è importante per la formazione di un governo. E come si comporterà il PDL? Il PD non ha voluto trovare un accordo per una maggioranza con il PDL ed ha deciso di andare avanti con un Governo di Minoranza ma non è detto che il PD ottenga la fiducia necessaria per iniziare la Legislatura. Si pone quindi il problema della fiducia al Governo nascente, passaggio fondamentale. Prima e dopo di ciò ci sono altri passaggi istituzionali da compiere. Bisogna individuare i Presidenti di Camera e Senato, il Presidente del Consiglio, ed individuare il nome per il Quirinale. Già, perché in tutto questo caos, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, figura cardine di buon senso ed equilibrio, sta arrivando a fine mandato. Speriamo che l’Italia non si trovi senza Governo e senza Presidente della Repubblica. Eventualità molto remota (ma non si sa mai).
Pare evidente che questa Legislatura dovrà essere caratterizzata da un Governo di larghe intese, e che queste intese si dovranno e si potranno formare di volta in volta. Questo non è tanto il modo per far partire il Governo, quanto il modo per farlo durare. Ma il mondo politico è pronto a tutto ciò? Probabilmente no. Del resto ogni sistema ha i propri limiti e difetti, ed i limiti ed i difetti di un bipolarismo mal gestito da entrambe le parti sono stati evidenti.
Angela Pensword 13/03/2013 

mercoledì 13 marzo 2013

HABEMUS PAPAM


13-03-2013. Alle ore 19.06 è stato eletto il nuovo Papa. La fumata bianca si leva dal comignolo posto sul tetto per l’occasione, ed invade l’aria circostante, come a dire: “ora ci sono anche io”. Le campane iniziano a suonare a festa, e non solo quelle di San Pietro, ma anche quelle delle varie chiese e parrocchie. Una folla è rimasta per ore ad aspettare la notizia della elezione del Papa, a Piazza San Pietro, ed ora esplode a festa, come le campane. La pioggia non li ha dissuasi, e nel corso delle ore della giornata la folla era diventata sempre maggiore. La prima domanda che viene in mente a tutti è: “Chi sarà?”. E poi: “Come si farà chiamare?”. Lo sapremo presto. San Pietro è proprio bella stasera, così illuminata a festa. La sua facciata è splendente. Ha un’aria soave e calda, come ci sorridesse, come volesse proteggerci. E la pioggia caduta in precedenza rende lucido il sagrato, brillante, messo a festa anche lui, e reso più ordinato dalle transenne e dalle bande musicali che hanno appena suonato e che ora sono ferme come soldatini. Piazza San Pietro accoglie la folla che si raduna sempre di più in essa, e con le sue braccia di colonne ci abbraccia.  
La finestra si apre e, dopo essere stato presentato, Jorge Mario Bergoglio si affaccia al balcone. È lui il nuovo Papa. Un Papa argentino. Il primo Papa sudamericano. Ha 76 anni, gesuita, ed è di origini italiane piemontesi da parte di padre. Si presenta con un “Buonasera”, come fosse uno di noi, in modo semplice e gentile. Ha un viso buono ed allegro. Ha un’aria semplice ed una grande spiritualità. Pochi secondi e già si è fatto amare. Ha scelto il nome di Francesco.  
“Il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo” … Rivolge una preghiera per Benedetto XVI ed intona il Padre Nostro e L’Ave Maria con la Piazza. Poi prosegue …“Iniziamo questo cammino: Vescovo e popolo. Un cammino di fiducia” … “Preghiamo per tutto il mondo perché ci sia una grande fratellanza” … e poi … “Prima che io benedica voi…” chiede ai presenti in Piazza ed a tutti di pregare Dio perché protegga lui. Preghiera che avviene nei successivi attimi di silenzio della Piazza. Si crea così un’unione profonda tra il Papa ed il popolo. Poi Francesco I prosegue con la benedizione.
Un uomo semplice, un Papa alla mano. Un uomo che va dritto all’essenziale ed alla spiritualità.  Ci fa intuire che condurrà per mano il suo popolo con dolcezza e sicurezza.
Angela Pensword 13/03/2013


giovedì 7 marzo 2013

PD: DIFFICILE SITUAZIONE POST VOTO ED IPOTESI DI GOVERNO


Nella ricerca post voto di una formazione di governo il PD si deve confrontare con una scena politica inaspettata. Manca una maggioranza assoluta e la rassicurante presenza del bipolarismo. Sono presenti tre grandi forze, PD, PDL, M5S, ed una un po’ più piccola la Lista Civica di MONTI..Le forze politiche classiche cercano programmare una governabilità rincorrendo il recupero di una maggioranza. Il PDL vorrebbe trovare un accordo con il PD. Il PD non vuole avere niente a che fare con il PDL. M5S fa sapere che non è disposto a fare parte di alcun governissimo né ad appoggiare un nuovo governo tecnico. Ma è proprio necessaria formare una maggioranza per governare? In un sistema maggioritario bipolare sì. Solo che il risultato delle elezioni corrisponde ad un proporzionale. Quindi forse è il caso di cambiare prospettiva nella gestione di tale risultato senza volerlo riportare necessariamente ad un ottica bipolare con la ricerca di una maggioranza.
Se il PD facesse un governissimo con il Pdl sarebbe la fine definitiva del PD. Dovrebbe barattare il falso in bilancio con qualcos’altro nel gioco delle tre carte. Questo non sarebbe certo perdonato dai futuri non elettori. Nel proporre un governissimo al PD il PDL cerca forse più che di garantire una governabilità di garantire se stesso. E poi: se un governassimo presuppone la possibilità di andare d’accordo su determinati punti prestabiliti, allora che bisogno c’è di formare un governissimo? Basta esprimere il proprio consenso di volta in volta. quando si è d’accordo
L’eventualità di un accordo con il PDL è stata del tutto esclusa da Bersani nella giornata del 06 marzo dopo la riunione con i membri del direttivo PD. Bersani porterà avanti il proprio GOVERNO DI MINORANZA e sottoporrà per approvazione 8 punti iniziali di programma. Tale decisione non è stata presa bene dal Pdl ovviamente.
Penso che Bersani stia facendo la scelta giusta. Il centrosinistra come coalizione con candidato premier Bersani ha comunque vinto, anche se non ha ottenuto la maggioranza assoluta. Alcuni punti in comune vi sono con le altre parti politiche, quindi è possibile un dialogo e dei risultati su obiettivi comuni. Inoltre è ora che le parti politiche, PD compreso, imparino a dialogare ed a gestire un proporzionale senza la rassicurante presenza di un sistema bipolare.
Questa difficile situazione di governabilità probabilmente la può sbrogliare solo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Egli potrebbe indicare (ipotesi personale) Bersani come Presidente del Consiglio, e scegliere (eccezionalmente se non venissero individuati con il metodo classico) i futuri ministri tra una rosa di candidati presentati dalle quattro forze rappresentate in Parlamento, mettendo in moto un Parlamento ed un Governo che non vuole Partire. Dopo la responsabilità della riuscita e della durata di tale Governo sarà solo del Governo stesso e delle parti politiche. dopo l’eventuale fallimento delle parti politiche si potrà tornare a nuove elezioni legittimate. Che senso avrebbe tornare ad elezioni adesso con un probabile risultato uguale?
La cosa importante è che le forze politiche inizino a governare mettendo da parte i loro interessi personali e di parte, attuando prima di tornare alle elezioni quelle riforme prioritarie più volte indicate nei programmi  dei vari partiti e movimenti.
Ancora una considerazione. Quella parte del PD che non condivide la scelta di Bersani non è che in realtà ha paura del cambiamento e vede nell’eventuale governissimo con il PDL un modo per mantenere il proprio potere ed il proprio modo consolidato di fare politica? Forse, nel caso, e dico forse, M5S dovrebbe giudicare positivamente i punti di Bersani che condivide (come dovrebbero fare anche le altre forze politiche),  e fare in modo che questo governo parta.
Se Bersani riuscisse a formare il proprio governo sarebbe una vittoria per Bersani. E se poi il governo riuscisse a prendere il meglio delle idee delle forze politiche, e molte delle idee di M5S e ad attuarne le proposte e le visioni, sarebbe un bene per l’Italia.
Probabilmente, se per puro miracolo questo governo dovesse riuscire a partire ed a risultare valido, qualcuna delle forze politiche classiche, o parte di esse,  a breve lo vorrà fare cadere per puro interesse di mentalità giurassica. Allora spero che il risultato delle prossime elezioni sia ancora più divertente.
Angela Penword 07/03/2013 

domenica 3 marzo 2013

Riflessioni personali su reazioni post voto delle politiche classiche


Mi meraviglio di alcune espressioni politiche dei vecchi partiti i quali, nei confronti del risultato ottenuto da M5S nelle ultime elezioni, tendono a sminuire il valore politico dello stesso M5S. Si sentono delle espressioni come “tanto i grillini si sgonfieranno subito”, oppure “non hanno la professionalità e l’esperienza politica necessaria”. Forse tali affermazioni esprimono la speranza da parte di che le dice che esse siano vere. Questo è come la volpe all’uva, ed è la espressione di un normale processo mentale umano in base al quale un perdente trova giustificazione e speranza futura sminuendo il valore del vincitore, o trovandogli solo difetti. Guardare anche i pregi servirebbe ad aprire la propria visione mentale.
Angela Pensword 02/03/2013


sabato 2 marzo 2013

PD e altre forze politiche: accenno di governo


I primi abbozzi di dialogo parlamentare ipotizzano un PD che espone le proprie proposte ed attende le reazioni delle altre parti. Ciò è appunto un inizio di dialogo, che si può intendere in senso positivo. Ma rimanere poi arroccati nelle proprie idee senza approfondire un dialogo e proseguendo su diktat per far ricadere la eventuale colpa di un non dialogo sulle altre forze politiche sarebbe un comportamento sleale, ed un autogol. Il dialogo infatti presuppone un doppio o maggiore interloquire reciproco all’interno di un sereno confronto, ed è ciò che porta alla governabilità, cosa della quale l’Italia ha molto bisogno. Il popolo italiano ora ha bisogno che le varie forze politiche inizino a governare insieme, senza essere necessariamente d’accordo sulle iniziative, ma in un confronto leale, senza alleanze ipocrite. È un salto verso una mentalità politica civile alla quale forzatamente si sta arrivando, ed alla quale si dovrà arrivare se non si vuole soccombere sotto il peso di vecchie strutture politiche e mentali, di puri interessi di parte. Ciò che crea il limite di un sistema, è spesso il limite umano. 

Angela Pensword 02/03/2013